Crotone, 
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Liquami e degrado a Papanice, la protesta arriva in Procura: depositato un esposto

La situazione della rete fognaria di Papanice finisce all’attenzione della Procura della Repubblica. I cittadini della frazione di Crotone, attraverso un’iniziativa sostenuta dall’associazione Avvocatideiconsumatori e dall’avvocata Paola Bellomo, hanno depositato un esposto per denunciare le criticità igienico-sanitarie legate alla fuoriuscita di reflui non trattati.

Al centro della segnalazione ci sono le condizioni della rete fognaria e, in particolare, quanto riportato in una recente nota dell’ARPACAL, richiamata dall’associazione, a seguito di un sopralluogo effettuato insieme ai Carabinieri Forestali.

Secondo quanto riferito nel comunicato, gli accertamenti avrebbero evidenziato la fuoriuscita di liquami fognari non depurati dalla rete cittadina, con sversamenti direttamente sul terreno e nei canali di scolo nelle zone di via Pironte e Largo della Quercia.

Una situazione che, sempre secondo quanto riportato dall’associazione, sarebbe riconducibile all’assenza di un effettivo collegamento della frazione a un impianto di depurazione.

I residenti denunciano da tempo condizioni di degrado ambientale e lamentano la mancanza di interventi risolutivi. Nel comunicato viene inoltre contestato il continuo rinvio delle responsabilità tra enti e amministrazioni, ritenuto uno degli ostacoli alla soluzione del problema.

L’esposto presentato alla Procura rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, un primo passo per ottenere verifiche e interventi sulle condizioni igienico-sanitarie del territorio.

L’associazione richiama il diritto alla tutela della salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione e chiede risposte concrete, a partire dalla sanificazione delle aree interessate dagli sversamenti e dalla realizzazione delle opere necessarie a garantire un corretto sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue.

Accanto all’iniziativa giudiziaria, Avvocatideiconsumatori ha annunciato ulteriori azioni nei confronti del gestore pubblico del servizio.

In particolare, l’associazione, rappresentata dall’avvocata Paola Bellomo, riferisce di aver concesso un termine di 15 giorni per disporre gli indennizzi automatici richiesti e fornire documentazione relativa ai cantieri e ai relativi bilanci.

In assenza di riscontri, viene prospettato il ricorso alle vie giudiziarie e il coinvolgimento dell’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, per la tutela collettiva degli utenti.

La mobilitazione dei cittadini punta dunque a ottenere chiarimenti sulle responsabilità e, soprattutto, una soluzione alle criticità della rete fognaria della frazione.

Resta ora da conoscere la posizione degli enti e del gestore del servizio interessati dalle contestazioni, oltre agli eventuali sviluppi dell’esposto presentato all’autorità giudiziaria.

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