Crotone, 
Tempo di lettura: 3m 7s

Processo Cutro, le valutazioni nella sala operativa di Frontex: «Temevo per quel caicco»

Nuove testimonianze nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco naufragato il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, tragedia nella quale persero la vita 94 persone. In aula è stato ascoltato il maresciallo della Guardia di Finanza Walter Vincenzo Pascalicchio, all’epoca dei fatti in servizio nella sala operativa di Frontex a Varsavia come esperto di Law Enforcement e attualmente in forza al GAN di Taranto.

Rispondendo alle domande del pubblico ministero Matteo Staccini, il sottufficiale ha ricostruito le valutazioni effettuate nella notte precedente al naufragio, soffermandosi sui dubbi relativi alla possibile presenza di migranti a bordo dell’imbarcazione e sulle comunicazioni intercorse tra gli operatori.

Uno dei passaggi della deposizione ha riguardato una richiesta ricevuta dal proprio reparto in relazione all’interrogatorio sostenuto nell’ambito delle indagini.

«Al reparto volevano una relazione sull’interrogatorio che ho svolto con lei, ma io non l’ho fatta», ha dichiarato Pascalicchio rivolgendosi al pubblico ministero. Il maresciallo ha spiegato di aver preferito mantenere il riserbo sui contenuti, non sapendo come comportarsi e scegliendo, per prudenza, di non redigere alcun documento.

Nel ripercorrere le ore precedenti alla tragedia, il testimone ha raccontato di aver nutrito preoccupazioni sulla natura dell’imbarcazione individuata attraverso le immagini disponibili nella sala operativa di Frontex.

«Il dubbio mio è che ci fossero persone sotto», ha riferito, spiegando di aver espresso una valutazione diversa rispetto a quella del collega della Capitaneria, Magistri.

Secondo quanto dichiarato in aula, dopo aver osservato le immagini del caicco, il collega avrebbe ritenuto che l’imbarcazione stesse navigando regolarmente. Pascalicchio, invece, avrebbe richiamato l’attenzione sulla presenza di una risposta termica, ipotizzando che a bordo potessero trovarsi migranti, anche in fuga dal terremoto che aveva colpito la Siria.

Per il maresciallo, la possibilità che il caicco trasportasse persone avrebbe dovuto essere considerata nella definizione della risposta operativa, pur in assenza, in quel momento, di elementi sufficienti a stabilire con certezza una situazione di emergenza.

Il testimone ha infatti giudicato coerente la formula «possible people on board», ovvero possibile presenza di persone a bordo, utilizzata nel messaggio trasmesso alle autorità italiane.

Pascalicchio ha precisato che non risultava ancora accertata una condizione di pericolo tale da configurare un evento di ricerca e soccorso, ma ha anche evidenziato i rischi di una classificazione anticipata del caso come attività di polizia.

Una simile valutazione, secondo il sottufficiale, avrebbe potuto compromettere l’impiego dei mezzi più adatti alle condizioni meteorologiche presenti in mare. Le decisioni operative spettavano comunque alle autorità competenti, tra cui ICC e IMRCC.

Durante la deposizione è emerso anche un ulteriore elemento relativo alle comunicazioni della sera del 25 febbraio 2023.

Poco dopo le 22:40, Pascalicchio inviò alcuni messaggi al suo ex comandante, allora responsabile della sezione operativa del COAN della Guardia di Finanza di Pratica di Mare. L’obiettivo, secondo quanto riferito, era favorire la circolazione delle informazioni e sollecitare una verifica sul posto, coinvolgendo anche la Guardia Costiera.

«Anche se vedevo la mancanza di distress ho chiesto una verifica in situ, nell’area dove si poteva trovare il caicco», ha spiegato il maresciallo.

Il testimone ha aggiunto che l’imbarcazione lo preoccupava per il rischio che potesse avvicinarsi alla costa in condizioni meteorologiche difficili.

La deposizione si inserisce nel dibattimento chiamato a ricostruire le comunicazioni, le valutazioni e le decisioni assunte nelle ore precedenti al naufragio. Resta al processo il compito di accertare eventuali responsabilità penali in relazione alla gestione dei soccorsi, nel rispetto della presunzione di innocenza degli imputati.

Notizie correlate