Parte la Serie A, il Crotone ha un tifoso d’eccezione: il regista Pupi Avati

dummy image mobile Serie A, Crotone: Emmanuel Riviere è un nuovo attaccante alla corte di Stroppa

Serie A, Crotone verso il Genoa, Stroppa: “Siamo in ritardo, ma abbiamo entusiasmo e voglia di vincere”

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Serie A, Crotone: nuove maglie e numeri per la prossima stagione

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Serie A, Crotone: Emmanuel Riviere è un nuovo attaccante alla corte di Stroppa

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Serie A, Crotone: il talento cileno Luis Rojas è un nuovo calciatore rossoblu

Il Football Club Crotone è lieto di annunciare uno straordinario colpo in prospettiva: dall’Universidad del Chile arriva a titolo definitivo la giovane stella Luis Rojas Zamora. Nato a Santiago (Cile) il 6 marzo 2002, Luis è un centrocampista molto tecnico, abile con la palla tra i piedi, dotato di un gran tiro ed è considerato... leggi tutto

Diario di bordo

Crotone, parla Gigliotti: “Ripartiremo più forti di prima. Presto diventerò papà”

di Vincenzo Montalcini
“Non mi ero nemmeno accorto che fossero già passati dieci anni, spero di finire qui la mia carriera, mi trovo benissimo, mi sento in famiglia. I miei nonni erano di origine calabrese e non potevo festeggiare in modo migliore questo traguardo”. Nella truppa guidata da Giovanni Stroppa, Guillaume René Saverio Enzo Gigliotti, arcigno difensore che... leggi tutto
Amarcord

Crotone calcio, 18 aprile 2018: Simy diventò Ronaldo e super Cordaz respinse la Juventus

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Nel micromondo di un tifoso ci sono attimi di gioia pura, istanti che anche a distanza di anni rimangono presenti nella stessa e identica forma di come li hai vissuti. Come nei film, quando la musica si ferma e si sente il battito del cuore e il “rumore” del fiato sospeso, che in fondo un rumore non è. Ecco, riportando la lancetta del tempo indietro esattamente di due anni è proprio quello che è successo al popolo rossoblu il 18 aprile del 2018. Attenzione, non è un esercizio di malinconia fine a se stesso questo, piuttosto uno stimolo a rivivere, ancora, quei momenti come una comunità prima, pallonara poi. Non è la prima volta che gli squali affrontano la vecchia signora, anzi tra Serie B e Serie A è addirittura la quinta. Ma il Crotone lo ha sempre fatto da sparring partner: mai in partita, sempre ad aspettare che quel gol arriverà pensando a limitare i danni più che è possibile. Ma quel 18 aprile c’è un ma…

Quel Crotone di Zenga aveva due caratteristiche particolari: giocava alla pari con le grandi, ma si sentiva grande con le “piccole”. Un peccato che, forse, è costato la mancata clamorosa seconda salvezza consecutiva. Ma questa è un’altra storia. In quel periodo sono in pochi a credere ad un altro miracolo, l’harakiri combinato in successione con Benevento e Spal aveva dato una brutta piega alla stagione. Ma quel giorno si respira aria di impresa, è un turno infrasettimanale.

Stadio ovviamente pieno, riempito da mezza Calabria arrivata a Crotone per vedere all’opera i mostri bianconeri che già avevano in tasca lo scudetto. Era la stessa Juventus i cui tifosi si erano alzati in piedi qualche giorno prima per applaudire un certo Cristiano Ronaldo, che allo Stadium con la maglia del Real aveva incantato tutti con una rovesciata davvero incredibile. Già, una rovesciata.

La Juve di Allegri si schiera con il 4-3-3: davanti a Szczesny nel giorno del suo 28esimo compleanno ci sono Lichtsteiner, Benatia, Rugani, Alex Sandro. A centrocampo Sturaro, Marchisio e Matuidi; tridente formato da Douglas Costa, Higuain, Dybala. Il Crotone schiera: Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Stoian, Barberis, Mandragora; Rohden, Simy e incredibilmente, nella gara più difficile, Zenga propone dal primo minuto il giovane francese del Paris Saint Germain, Moussa Diaby, fino a quel momento ignorato, ma che negli ultimi due anni ha dimostrato di essere diciamo cosi, bravino.

Al minuto numero 17 passa: inzuccata di Alex Sandro: Faraoni lo perde in marcatura, Cordaz può davvero poco e gara che si mette subito in discesa. I bianconeri in realtà rimangono in possesso della partita, ma non affondano. Anzi Simy nel primo tempo e Faraoni, con una punizione da dentro l’area di rigore, per poco non fanno male alla capolista. Si arriva, quindi, al minuto numero 20 della ripresa: Martella fila come un treno sulla sinistra, traversone lungo sul quale ci arriva di testa Barberis che sembra un gigante, la sponda è per Trotta che però liscia. Ed è qui che il tempo si ferma, inizia il battito. Spunta fuori Simeon Tochukwu Nwankwo, nato a Lagos il 7 maggio del 1992. Non ci pensa due volte, rovesciata di destro e gol, gol, gol. Sotto la Sud, che per poco non crolla. Esultano anche i tanti juventini calabresi del Crotone, forse, provavano solo invidia. Che cosa ha fatto Simy, ha fermato il mondo. Un gol che farà il giro delle televisioni di tutti i Paesi. “Alla Cristiano Ronaldo” diranno. No, alla Simy. Perchè lui non lo cambieremmo mai con nessun calciatore al mondo, nemmeno con Ronaldo.

Il Crotone stringe i denti: un super Cordaz compie due autentici miracoli su Matuidi e su Higuain. L’arbitro Fabbri fischia la fine. Primo gol nella storia alla Juventus e primo punto conquistato con i bianconeri. Attimi di gioia pura, istanti che anche a distanza di anni rimangono presenti nella stessa e identica forma di come li hai vissuti.

Il tabellino

Crotone (4-3-3): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Stoian (78’ Sampirisi), Barberis, Mandragora; Rohden (88’Ajeti), Simy, Diaby (63’ Trotta).

Juventus (4-3-3): Szczesny; Lichtsteiner, Benatia, Rugani Alex Sandro; Sturaro (68’ Cuadrado), Marchisio (64’ Bentancur), Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Dybala (88’ Bernardeschi).

Marcatori: 17’ Alex Sandro, 65’ Simy.

Note – Ammoniti: Mandragora; Benatia, Lichtsteiner.

Pezzo del giorno

“Sono le 22:22 del 29 aprile” il Crotone in A: l’esclusivo racconto di Antonio Nucera (Sky Sport)

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Antonio Nucera (Sky Sport) in esclusiva per CrotoneNews

Il 29 aprile 2016 è una giornata di festa annunciata per i tifosi del Crotone. Una settimana prima, la vittoria allo Scida contro il Como non è bastata per raggiungere quella serie A attesa da oltre 90 anni. Tutto rinviato al turno successivo. E il calendario dice Modena, trasferta al Braglia, contro una squadra in lotta per non retrocedere. Si gioca di venerdì sera, al Crotone basta un punto, i tifosi rossoblù sanno benissimo che stavolta si fa la storia e si presentano a migliaia in Emilia.

Con Claudio Onofri, compagno di telecronaca quella sera, arriviamo in albergo all’ora di pranzo. L’hotel è a Baggiovara, appena fuori città, di fronte al grande ospedale, ed è lo stesso scelto dal Crotone di Ivan Juric per l’avvicinamento alla partita. Fuori, nel parcheggio, già decine di tifosi rossoblù, con il servizio di vigilanza dell’hotel che prova invano a tenere tutti a distanza dall’ingresso. Sciarpe e bandiere rossoblù spuntano ovunque, il dialetto crotonese impazza dappertutto.

È l’ora di pranzo ma già si intuisce come andrà a finire più tardi, all’ora di cena. Nella hall c’è Palladino, cuore genoano come Onofri, che ci vede e si ferma. “Stasera abbiamo un appuntamento con la storia, è per questa gente qui fuori che non possiamo sbagliare e non sbaglieremo”. Cordaz si affaccia all’ingresso, risponde ai cori e stringe mani per ringraziare chi si è fatto più di mille chilometri per esserci. Juric al solito osserva tutto. È seduto accanto a Peppe Ursino, su un divanetto. Entrambi muti ma il mezzo sorriso che ci rivolgono è la conferma che stavolta sarà quella buona. Li lasciamo lì, seduti di fronte agli ascensori e al salone ristorante, proprio quel salone che più tardi, nella notte, si trasformerà nel sambodromo di Rio a Carnevale.

Sono le 17:00, si va allo stadio. Mancano più di tre ore, la curva ospiti è ancora chiusa ma è già virtualmente piena tanta è la gente in attesa fuori, sulla strada.

La storia della partita è nota. Luppi per il Modena, poi il rigore di Palladino a fine primo tempo per l’1-1. Il fischio finale di Pinzani fissa alle 22:22 l’orologio della storia rossoblù. Un orario che nessuno a Crotone ha mai dimenticato.

I ragazzi di Ivan Juric scavalcano e vanno ad abbracciare in curva tutti i crotonesi. Sky rilancia le immagini delle strade di Crotone invase da un popolo in festa. In diretta da piazzale Ultras c’è Bruno Palermo che nella bolgia di migliaia di mani rossoblù racconta all’Italia sportiva come anche lo Scida sia entrato ora a far parte del “grand tour” del nostro calcio.

È mezzanotte, torniamo in hotel. La squadra è appena rientrata, accompagnata da centinaia di tifosi. Il salone ristorante si è già trasformato nella Curva Giorgio Manzulli. Cordaz in piedi sulla sedia lancia i cori, Palladino rotea i tovaglioli e con Claiton dos Santos e Ciccio Modesto trascina le truppe. I tifosi rossoblù invadono ogni angolo della hall, inutile anche solo tentare di contenerli.

Sono le due di notte quando sul divanetto tra gli ascensori e il ristorante Ivan Juric va ad abbracciare Peppe Ursino. Piangono, due dei grandi artefici della prima Serie A del Crotone. “È giusto così” mi dice Onofri, “stavolta hanno davvero vinto i migliori”. Ha ragione.

 

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