Crotone, 
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Si è tolta la vita Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo che scelse di testimoniare contro la ’ndrangheta

Una storia segnata dalla violenza della ’ndrangheta e da una lunga battaglia per la libertà si conclude tragicamente. È morta Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia originaria di Petilia Policastro assassinata nel 2009 per essersi ribellata al contesto criminale nel quale era cresciuta.

Secondo quanto riportato, Denise era ricoverata in ospedale a Roma dallo scorso 6 settembre, in seguito a un gesto estremo. Il decesso è sopraggiunto quattro giorni dopo a causa delle gravi ferite riportate.

La sua storia è legata indissolubilmente a quella della madre. Ancora giovanissima, Denise scelse di testimoniare nel processo per l’omicidio di Lea, contribuendo in maniera determinante alla ricostruzione dei fatti e alle condanne dei responsabili, tra cui il padre Carlo Cosco.

Una scelta che la costrinse per anni a vivere sotto protezione e con un’identità riservata. Dopo le vicende giudiziarie aveva cercato di costruire una nuova vita lontano dai riflettori, mantenendo i rapporti con il sistema di protezione e con l’associazione Libera.

La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che aveva seguito da vicino Denise nel suo percorso, l’ha ricordata come «una giovane donna coraggiosa e sofferente», sottolineando il desiderio che l’aveva accompagnata negli anni di poter vivere finalmente libera e autonoma.

Cordoglio anche a Crotone, dove il sindaco Vincenzo Voce ha ricordato il peso di una vicenda che Denise aveva dovuto affrontare fin da giovanissima.

«Dietro questa tragedia c’è la storia di una figlia che ha conosciuto troppo presto e troppo da vicino la violenza, perdendo la propria madre per una scelta di libertà e di amore», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando le parole di Lea Garofalo: «Parlo per amore di mia figlia».

«Vogliamo ricordarla come una giovane donna che ha portato sulle spalle una storia più grande di lei – ha concluso Voce –: la sua memoria e le sue parole continueranno a parlare a tutti noi, affinché nessuno debba più pagare con la vita il prezzo dell’essere libero».

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