Crotone, 
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Piscina olimpionica, l’appello di Cimini: «Comune, gestore e società sportive si siedano allo stesso tavolo»

La vicenda legata alla Piscina Olimpionica Comunale continua ad alimentare il dibattito a Crotone. A intervenire è Giuseppe Cimini, che invita le parti coinvolte ad abbandonare le contrapposizioni e ad avviare un confronto finalizzato a garantire la sostenibilità e l’accessibilità della struttura.

Secondo Cimini, il rischio è che il confronto sulle tariffe e sulle modalità di utilizzo dell’impianto finisca per avere conseguenze sulle attività sportive e, soprattutto, sui giovani, sulle famiglie e sulle persone con disabilità che frequentano quotidianamente la piscina.

«Dietro una tariffa, una corsia o un’ora di utilizzo ci sono persone», sottolinea, richiamando l’attenzione sui bambini che imparano a nuotare, sugli atleti che si allenano e sulle realtà che utilizzano la piscina anche come strumento di inclusione e socializzazione.

Al centro del dibattito ci sono anche le tariffe stabilite negli anni precedenti e successivamente aggiornate. Cimini evidenzia come il quadro economico del 2022 fosse caratterizzato da una forte crescita dei costi energetici e ritiene necessario valutare oggi la situazione alla luce di un contesto differente.

Per questo, a suo giudizio, la soluzione non dovrebbe essere ricercata esclusivamente attraverso un aumento dei costi per l’utilizzo delle corsie, che finirebbe per ripercuotersi sulle associazioni sportive e sulle famiglie.

L’obiettivo, sostiene Cimini, dovrebbe essere invece quello di intervenire strutturalmente sui costi di gestione di un impianto particolarmente energivoro come una piscina olimpionica da 50 metri.

Tra le proposte avanzate ci sono l’installazione di impianti fotovoltaici, interventi di efficientamento energetico della struttura e dei sistemi di riscaldamento dell’acqua e la ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei dedicati alla transizione energetica degli impianti sportivi pubblici.

«Investire oggi significa ridurre i costi di domani», osserva Cimini, secondo cui interventi di questo tipo potrebbero contribuire a rendere la struttura maggiormente sostenibile, riducendo l’impatto economico su Comune, società sportive e utenti.

Da qui l’appello all’apertura di un tavolo di confronto tra Amministrazione comunale, gestore e associazioni sportive del territorio, con l’obiettivo di valutare formule sostenibili, eventuali agevolazioni e percorsi rivolti soprattutto alle attività giovanili e a quelle con una particolare funzione sociale e inclusiva.

Per Cimini, infatti, la piscina non rappresenta soltanto un impianto sportivo, ma anche uno spazio di aggregazione, prevenzione, educazione e inclusione.

L’invito conclusivo è quindi rivolto a tutte le parti coinvolte affinché si arrivi a una soluzione condivisa capace di preservare la piena fruibilità della struttura: «Serve uno sforzo comune. Davanti allo sport, ai giovani, alle famiglie e alle persone con disabilità, burocrazia e numeri non possono diventare un muro, ma un problema da risolvere insieme».

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