La ASD & APS Poseidon interviene nel dibattito sulle nuove tariffe per l’utilizzo della Piscina Olimpionica Comunale “Giovanni Paolo II” di Crotone, chiedendo l’apertura di un confronto tra amministrazione, gestione dell’impianto e società sportive.
L’associazione, con centro operativo a Isola di Capo Rizzuto e riconosciuta come Scuola Federale FIPSAS di Nuoto Pinnato, utilizza infatti l’impianto crotonese per gli allenamenti dei propri atleti, non disponendo sul territorio isolitano di una struttura natatoria adeguata alle esigenze della disciplina.
Al centro delle preoccupazioni della Poseidon c’è la nuova tariffazione delle corsie. Secondo quanto riferito dall’associazione, il costo potrebbe attestarsi a 35 euro l’ora per ciascuna corsia, con un incremento ritenuto particolarmente rilevante rispetto alle spese sostenute in precedenza.
Un aumento che, sottolinea la società, rischierebbe di incidere non soltanto sui bilanci delle associazioni sportive ma anche sulle quote richieste alle famiglie.
«Non vogliamo che i maggiori costi ricadano sulle famiglie», evidenzia la Poseidon, ricordando come il proprio progetto sportivo coinvolga bambini, ragazzi e adulti, dal primo approccio al nuoto pinnato fino all’attività agonistica e alle competizioni federali.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla funzione territoriale della piscina di Crotone, utilizzata non soltanto dalle realtà cittadine ma anche da società e atleti provenienti dai comuni vicini.
Proprio per questo la Poseidon ritiene necessario individuare un equilibrio tra la sostenibilità economica dell’impianto e quella delle associazioni che lo frequentano durante tutto l’anno.
Da qui la richiesta di valutare formule tariffarie specifiche per ASD e SSD affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, tenendo conto di parametri quali continuità nell’utilizzo della struttura, numero degli atleti, attività giovanile e agonistica e funzione sociale delle società.
«Non chiediamo privilegi – precisa l’associazione – ma condizioni che consentano alle realtà sportive del territorio di continuare a fare sport».
La Poseidon chiarisce quindi di non voler alimentare contrapposizioni, auspicando invece un confronto istituzionale che possa portare a una soluzione sostenibile per tutte le parti coinvolte.
«Lo sport non può diventare un lusso», è il messaggio lanciato dall’associazione, che pone l’accento soprattutto sui più giovani: l’obiettivo, conclude, deve essere evitare che l’aumento dei costi possa costringere qualche famiglia a rinunciare all’attività sportiva dei propri figli.
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