Crotone, 
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Elezioni regionali, Mazza e Fullone: “La Calabria non ha bisogno di slogan ma di visione e coraggio”

Con la definizione delle alleanze e delle candidature a Presidente, la campagna elettorale in Calabria entra nel vivo. Ma, secondo Domenico Mazza e Sandro Fullone, il rischio è quello di assistere all’ennesima riproposizione di vecchi schemi e slogan ormai logori, più che a un reale cambiamento. «La Calabria – affermano – resta prigioniera di trasversalismi, atteggiamenti camaleontici e del ritorno dei soliti noti. Lo sbandierato cambiamento si è ormai ridotto a un concetto vuoto, inflazionato, incapace di convincere cittadini sempre più sfiduciati».

Un dato che preoccupa è quello dell’astensionismo: oltre il 40% degli elettori sceglie di non recarsi alle urne. «La politica – osservano – è diventata un circolo elitario che rischia di allontanare definitivamente le persone. L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ha prodotto una politica povera di idee e sempre più legata a sponsor e interessi particolari». Tra i nodi centrali indicati da Fullone e Mazza c’è l’emorragia demografica: giovani che lasciano la regione e un progressivo invecchiamento della popolazione. «Non bastano palliativi o promesse di cantieri – spiegano –. Serve un progetto serio per creare lavoro e restituire dignità ai calabresi. Senza lavoro non c’è futuro e senza dignità non esiste un vero popolo».

Le proposte riguardano anche i grandi temi strutturali: la sanità, con la necessità di un quarto ospedale hub che possa servire l’alto Crotonese e la Sibaritide; le infrastrutture, con la realizzazione di un asse longitudinale jonico parallelo all’A2 e nuove trasversali est-ovest; la burocrazia, che va alleggerita tramite fusioni amministrative e una spinta alla digitalizzazione. Infine, un passaggio sulla rigenerazione delle aree industriali dismesse e sulla necessità di una rivoluzione digitale che favorisca la nascita di nuove imprese. «Se la politica vuole riconquistare credibilità – concludono – deve smettere di pensare al consenso immediato e avviare un progetto autentico, fondato su studio, conoscenza e coraggio. Solo così i territori potranno contare più dei leader».

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