Crotone, 
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Bonifica, Pedace (ConSenso) chiede chiarezza sui dati Tenorm: “Servono fonti ufficiali e trasparenza”

Continua a crescere la preoccupazione in città per il susseguirsi di notizie legate alla bonifica del Sin di Crotone, in particolare per quanto riguarda la presenza di Tenorm e il possibile impatto sulla salute pubblica. Un tema delicato che, secondo il consigliere comunale Enrico Pedace (ConSenso), richiede rigore, responsabilità e soprattutto chiarezza sulle fonti ufficiali.

Pedace sottolinea come, già in passato, la questione fosse stata affrontata lontano da facili allarmismi e propaganda. Prima di qualsiasi presa di posizione pubblica, infatti, era stato richiesto accesso agli atti all’Arpacal, ente deputato alle misurazioni e alla vigilanza ambientale. Da quell’istanza era scaturita una relazione ufficiale e dettagliata sulla presenza di Tenorm e fosforiti nel Sin di Crotone, con aree già note sin dal 2020, tra cui il parcheggio ex Sasol e la rotonda di via Fermi.

Alla luce delle notizie emerse nelle ultime settimane, il consigliere si chiede se anche in questo caso siano state seguite le stesse procedure: chi ha effettuato le misurazioni, quando sono state realizzate, quali strumenti certificati sono stati utilizzati e quale sia il reale range dei valori riscontrati. Interrogativi che, secondo Pedace, non possono rimanere senza risposta.

Il tema riguarda anche la gestione del cantiere fronte mare e il ruolo dei soggetti coinvolti. “Le autorità competenti sono state correttamente informate? – si chiede –. L’Eni sta operando nel pieno rispetto delle responsabilità che le competono?”. Domande che si estendono anche agli aspetti legati alla tutela dei lavoratori: è stato coinvolto lo Spisal? E, trattandosi di radioattività, sono stati chiamati in causa anche i Vigili del Fuoco?

Non meno rilevante, secondo Pedace, è il ruolo dell’autorità prefettizia, chiamata a garantire un coordinamento istituzionale su una vicenda che incide direttamente sulla salute dei cittadini e sul futuro del territorio.

Il timore espresso dal consigliere è che, ancora una volta, si possano innescare dinamiche volte esclusivamente a rallentare o bloccare la bonifica e il conferimento dei rifiuti fuori dal territorio crotonese e calabrese. “Crotone – afferma – ha bisogno di trasparenza e risposte certe, non di posizioni ambigue che oscillano tra il fondamentalismo ambientalista e la sottovalutazione del problema più grave: l’omessa bonifica”.

Infine, un richiamo al contesto politico: con l’avvicinarsi delle elezioni, Pedace invita a evitare che la bonifica diventi nuovamente terreno di scontro elettorale. “È una storia che abbiamo già visto – conclude – e, come sempre, a pagarne il prezzo rischiano di essere solo i cittadini”.

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