Due città unite dal vino e dal genio di Luigi Lilio, il matematico cirotano che nel Cinquecento donò all’umanità il calendario gregoriano. Cirò e Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, si apprestano a suggellare ufficialmente il loro gemellaggio mercoledì 15 ottobre, in occasione della seconda edizione della Festa della Vendemmia. L’intesa tra i due Comuni nasce dal desiderio di consolidare il legame ideale che unisce la terra natale di Lilio al luogo dove, nella storica Villa Mondragone, il suo calendario venne adottato nel 1582. Un ponte culturale che guarda al futuro e che intreccia identità, conoscenza e cooperazione.
Tradizione, scuola e cultura saranno protagoniste della mattinata. Gli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Lilio”, insieme ai volontari della Pro Loco, rievoceranno le antiche fasi della vendemmia: dalla raccolta dell’uva alla pigiatura, fino alla produzione del mosto. La festa sarà arricchita dalla sfilata in costumi contadini e dalle esibizioni della scuola di danza Ypsicron, per un evento che celebra le radici agricole e la memoria collettiva del borgo.
Nella stessa giornata, Cirò accoglierà 50 buyers internazionali provenienti da Europa, Stati Uniti e altri Paesi, partecipanti al progetto Mirabilia 2025. Accompagnati dal presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo, visiteranno i quattro musei cittadini: il Museo Luigi Lilio, quello dedicato a Giano Lacinio, il Museo della Cultura Contadina e il Museo Civico e Archeologico, per un viaggio tra identità, vino e scienza.
Nel pomeriggio, alle ore 19, si terrà un Consiglio comunale straordinario per la firma del Patto di Gemellaggio con la partecipazione del sindaco di Monte Porzio Catone, Massimo Pulcini, e di una delegazione istituzionale. Il sindaco di Cirò, Mario Sculco, ha sottolineato come questo evento rappresenti “un passo importante per la valorizzazione del genio di Lilio e per il rilancio culturale e turistico del territorio, in linea con la visione della Calabria Straordinaria”. Un gemellaggio, dunque, che unisce scienza e tradizione, vino e cultura, con lo sguardo rivolto al futuro: “Cirò e Monte Porzio Catone – ha aggiunto Sculco – condividono una pagina di civiltà e di progresso, e vogliono trasformarla in un’occasione concreta di crescita e cooperazione tra le comunità”.
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