Pallagorio (KR), 
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L’Arbëria crotonese in 25mila parole: presentato al MUZÉ il dizionario di Carmine Gentile

Grande partecipazione al MUZÉ Spazio Arbëria di Pallagorio per la presentazione del Dizionario Arbëresh dell’Arbëria Crotonese – “Fjalori i Arbërishtes”, opera del professor Carmine Gentile dedicata alle parlate di Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto. Un lavoro frutto di circa trent’anni di ricerche sul campo, che raccoglie 25mila lemmi e documenta il patrimonio linguistico delle tre comunità arbëreshe del Crotonese. Non soltanto singole parole, ma anche fraseologia, toponomastica, onomastica e termini legati alla botanica e alla zoologia, attraverso i quali emerge il rapporto tra lingua, territorio, natura e vita quotidiana.

Il dizionario restituisce così una fotografia dell’arbëresh parlato oggi e, allo stesso tempo, recupera espressioni, forme e arcaismi sempre meno presenti nell’uso quotidiano. Un patrimonio che permette di ricostruire trasformazioni e peculiarità delle tre parlate e di preservare termini che rischierebbero altrimenti di andare perduti.

«Questo dizionario è il risultato di trent’anni di ricerca condotta direttamente nelle comunità, ascoltando i parlanti e raccogliendo un patrimonio che non è fatto soltanto di singole parole», ha spiegato Gentile. «I circa 25.000 lemmi, insieme alla fraseologia, alla toponomastica, all’onomastica e al lessico legato alla botanica e alla zoologia, ci restituiscono il patrimonio linguistico di tre comunità. È una fotografia della lingua di oggi, ma anche un recupero della lingua di ieri».

L’opera assume quindi il valore di un vero e proprio archivio della memoria linguistica e culturale dell’Arbëria crotonese, costruito attraverso le testimonianze raccolte a Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto. Uno strumento rivolto alla ricerca e allo studio, ma anche alle stesse comunità e alle nuove generazioni. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dei sindaci Umberto Lorecchio per Pallagorio, Mario Amato per Carfizzi e Luigi Rizzuti per San Nicola dell’Alto. È quindi intervenuto Ernesto Madeo, commissario della Fondazione Arbëreshe di Calabria.

Al confronto hanno preso parte Franco Altimari dell’Università della Calabria, Battista Sposato dell’Università della Calabria, Leonardo Savoia dell’Università di Firenze e lo stesso Carmine Gentile. A moderare la serata è stato Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani. «Un’opera come questa ci consegna qualcosa che va ben oltre le pagine di un dizionario: ci restituisce una parte fondamentale della memoria delle nostre comunità», ha sottolineato Bonanno. «La sfida adesso è fare in modo che questo patrimonio non rimanga soltanto documentato. Dobbiamo riportare queste parole nella quotidianità, farle conoscere ai più giovani e creare nuovi spazi nei quali l’arbëresh possa essere parlato, ascoltato e utilizzato».

La partecipazione registrata durante l’incontro ha confermato l’interesse che continua a circondare la lingua arbëreshe e il tema della sua conservazione. Il “Fjalori i Arbërishtes”, fermando sulla carta parole, espressioni, nomi, luoghi e saperi delle tre comunità, diventa così anche uno strumento attraverso il quale tramandare una parte importante della loro identità collettiva. La serata ha rappresentato inoltre un nuovo appuntamento per il MUZÉ Spazio Arbëria, progetto di Fili Meridiani nato come luogo di incontro e divulgazione dedicato alla lingua e alla cultura arbëreshe, mettendo in relazione ricerca scientifica, memoria e nuove generazioni. L’iniziativa è stata promossa da Fili Meridiani e MUZÉ Spazio Arbëria, con la Fondazione Universitaria “Francesco Solano”.

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