Crotone, 
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Sanità, cittadini e pazienti in piazza davanti all’ASP: la protesta contro i tagli e i disagi

Cartelle cliniche, referti medici e documentazione sanitaria al posto dei vestiti. È l’immagine simbolo del flash mob organizzato nella mattinata di venerdì davanti alla sede ASP “Il Granaio” di Crotone dal movimento “Cittadini Liberi”, una manifestazione nata per richiamare l’attenzione sulle criticità della sanità provinciale e sulle difficoltà vissute quotidianamente da pazienti e famiglie.

Sotto lo slogan «In un SIN si cura di più, non si taglia di più», i partecipanti hanno denunciato quella che definiscono una profonda contraddizione: Crotone, classificata come Sito di Interesse Nazionale per le problematiche ambientali, dovrebbe poter contare su servizi sanitari rafforzati, mentre continua invece a fare i conti con carenze di personale, reparti ridimensionati e servizi ritenuti insufficienti.

Alla manifestazione hanno preso parte cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo politico locale, uniti nel chiedere un cambio di passo sul fronte della sanità territoriale. Nel corso dell’iniziativa sono state avanzate diverse richieste rivolte ai vertici dell’Azienda sanitaria e della Regione Calabria.

Tra le priorità indicate figurano il potenziamento dell’ospedale “San Giovanni di Dio” con nuove assunzioni di personale medico e infermieristico, la riattivazione del servizio di Medicina Nucleare, il rafforzamento del reparto di Oncologia, l’avvio di programmi permanenti di screening oncologici e tossicologici, la riduzione delle liste d’attesa e un maggiore sostegno ai pazienti cronici e alle categorie più fragili.

I promotori hanno inoltre annunciato che la mobilitazione proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di monitorare le scelte future dell’ASP e della struttura commissariale regionale.

Tra gli interventi, l’avvocato Trocino ha criticato duramente la gestione della sanità sul territorio, parlando di una situazione ormai insostenibile per i cittadini crotonesi. Secondo il professionista, il territorio continua a subire una progressiva marginalizzazione, mentre restano irrisolti problemi come le lunghe attese agli sportelli e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Il presidente di “Cittadini Liberi”, Giuseppe Pirillo, ha ribadito come, a suo giudizio, un territorio caratterizzato dalla presenza del SIN necessiti di strumenti di prevenzione e monitoraggio sanitario più incisivi. Nel suo intervento ha ricordato la richiesta di un tavolo istituzionale avanzata all’ASP e ha sollecitato risposte sul registro tumori e sui programmi di biomonitoraggio, sostenendo che il tema della salute debba restare al di fuori delle contrapposizioni politiche.

Particolarmente toccante la testimonianza di Filareto, paziente oncologico, che ha mostrato pubblicamente la valigia utilizzata per i frequenti viaggi verso Roma necessari per proseguire le cure.

All’interno, nessun indumento ma documentazione clinica, esami e referti: un gesto simbolico per rappresentare il fenomeno della migrazione sanitaria e le difficoltà affrontate da chi è costretto a curarsi fuori regione. Durante il suo intervento ha inoltre chiesto maggiori controlli ambientali e uno screening più esteso sulla popolazione.

Momenti di forte preoccupazione anche durante l’intervento di Pietro Ambrese, portavoce del comitato dei pazienti drepanocitici. Ambrese ha denunciato l’interruzione del servizio di eritrocitaferesi presso il SIMT dell’ospedale di Crotone, spiegando che i pazienti saranno costretti a trasferirsi a Catanzaro per effettuare una terapia indispensabile da ripetere periodicamente.

Una situazione che, secondo il portavoce, comporterà ulteriori disagi per persone già provate dalla malattia, chiamate ad affrontare lunghi spostamenti subito dopo trattamenti particolarmente delicati.

Nel corso della manifestazione è intervenuto anche l’attivista Giovanni Marsala, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di restituire dignità ai pazienti oncologici attraverso un reparto adeguato e la riapertura della Medicina Nucleare.

Il messaggio conclusivo lanciato dalla piazza è stato unanime: la salute non può diventare una questione secondaria e, secondo i promotori della protesta, servono interventi concreti per garantire ai cittadini crotonesi il diritto a cure tempestive e di qualità senza essere costretti a lasciare il territorio.

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