Un nuovo passo verso il rafforzamento della sanità territoriale nel Crotonese. È stato firmato nella sede della Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, al Granaio, il nuovo Accordo Integrativo Aziendale per la Medicina Generale, intesa che consentirà l’attivazione della presenza dei medici di famiglia all’interno delle Case di Comunità.
L’accordo punta a rendere più vicine ai cittadini le prestazioni sanitarie di base, riducendo la necessità di lunghi spostamenti soprattutto per le fasce più fragili della popolazione e per chi vive nelle aree periferiche del territorio provinciale.
Alla firma hanno preso parte, per l’Asp di Crotone, il direttore generale Antonio Graziano, il direttore sanitario facente funzioni Lucio Cosentino, il direttore amministrativo Elisabetta Tripodi e il direttore facente funzioni del Distretto Unico Sanitario Giovanni Rossano. Per la parte sindacale hanno sottoscritto l’intesa il segretario regionale della Fimmg Rosalbino Cerra e il segretario provinciale della Fimmg Piero Vasapollo.
L’intesa dà attuazione concreta all’investimento del PNRR dedicato alle Case di Comunità, strutture già aperte sul territorio crotonese e pensate per favorire una presa in carico più ampia, continuativa e proattiva dei bisogni di salute dei cittadini.
L’operatività dei medici di medicina generale all’interno delle strutture dovrebbe partire a breve. È infatti in corso la convocazione di un tavolo tecnico tra il direttore del Distretto e i referenti delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, con l’obiettivo di definire il piano delle turnazioni e consentire l’avvio del servizio.
La nuova organizzazione prevede la presenza dei medici di base dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Il servizio sarà supportato da personale infermieristico, segreteria amministrativa e dotazioni di telemedicina, utili anche alla condivisione delle cartelle cliniche e al coordinamento dell’assistenza.
“Diamo risposte certe e strutturate al bisogno di assistenza dei cittadini, valorizzando la medicina generale direttamente nei territori attraverso una rete h12 solida, tecnologica e capillare, in piena sintonia con l’azione di riorganizzazione del sistema sanitario promossa dal presidente Roberto Occhiuto a livello regionale”, ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Crotone, Antonio Graziano.
Per Graziano, l’accordo rappresenta un passaggio sostanziale e non soltanto amministrativo. “L’attivazione di questa rete non è un semplice adempimento formale, ma il potenziamento concreto dell’offerta di salute destinata alla nostra comunità, con particolare attenzione alle aree periferiche. Garantire la presenza dei medici di assistenza primaria all’interno delle Case di Comunità, supportati da infermieri e da tecnologie avanzate come la telemedicina, significa guardare al futuro: è la sanità che si muove in modo proattivo verso il paziente, costruendo una prossimità reale”.
Nelle Case di Comunità i medici potranno dare risposta ai bisogni non differibili della popolazione e dei turisti, occupandosi di codici minori, visite occasionali e diagnostica di primo livello. L’accordo chiarisce però che il servizio non sostituisce il pronto soccorso: i casi di emergenza-urgenza, come dolori toracici o deficit neurologici acuti, dovranno continuare a essere gestiti attraverso i percorsi dedicati.
Tra i punti qualificanti dell’intesa figurano anche progetti di medicina d’iniziativa rivolti alle demenze, con l’obiettivo di intercettare precocemente i pazienti attraverso screening digitali integrati con i centri specialistici distrettuali. Previsto inoltre l’impiego della telemedicina per il monitoraggio dei pazienti ricoverati nelle Rsa e per la promozione di corretti stili di vita.
L’accordo introduce anche una remunerazione oraria per i medici che presteranno servizio nelle Case di Comunità, con eventuali indennità aggiuntive compatibili con le disponibilità dei fondi e con gli accordi regionali in corso di definizione.
Per il territorio crotonese si tratta di un tassello importante nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e rafforzare il ruolo della medicina generale nella rete di cura territoriale.
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