Crotone, 
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Caro carburante e margini in calo, presidi a Passovecchio e a Isola Capo Rizzuto: «Pronti a portare la protesta a Roma»

Agricoltori e autotrasportatori protestano insieme sulla Statale 106, con presidi nell’area di Passovecchio, a Crotone, e nei pressi dell’aeroporto di Isola Capo Rizzuto. La mobilitazione, avviata il 16 ottobre con camion e trattori, è rivolta contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di produzione e gestione.

I manifestanti chiedono risposte concrete alla politica entro lunedì e minacciano, in caso contrario, di spostare la protesta a Roma, davanti a Montecitorio e al Ministero dell’Agricoltura. Nel presidio vicino all’aeroporto, secondo quanto riferito dai partecipanti, è stata lasciata libera una corsia per il transito delle auto: il traffico ha subito rallentamenti, ma è rimasto scorrevole.

A spiegare le difficoltà degli agricoltori è Paolo Lentini, imprenditore del settore. L’aumento del carburante, afferma, ha fatto crescere anche i costi delle materie prime e degli altri prodotti legati al petrolio. Lentini segnala inoltre le difficoltà di competere con le importazioni e lo squilibrio tra costi di produzione e prezzi riconosciuti ai produttori: per alcune verdure, sostiene, produrre un chilo costa tra 50 e 60 centesimi, mentre il prezzo di vendita può fermarsi a circa 20 centesimi. Per il grano, l’investimento indicato è di circa 40 centesimi al chilo.

Anche gli autotrasportatori descrivono margini sempre più ridotti. Un titolare d’impresa riferisce che il carburante per un viaggio di andata e ritorno verso Milano, che in precedenza costava tra 1.300 e 1.500 euro, sarebbe arrivato a 2.600 euro. A questo si aggiungono, secondo i manifestanti, l’aumento di pedaggi, assicurazioni, pneumatici, ricambi e costi del personale. L’incasso netto settimanale di un mezzo dal valore di circa 200mila euro, calcolano, si sarebbe ridotto a 100-150 euro.

Tra le richieste della categoria c’è anche una revisione dei tempi di recupero delle accise: il rimborso, indicato dai camionisti in circa 19-20 centesimi al litro, arriverebbe con ritardi che costringono le imprese ad anticipare le somme. I manifestanti chiedono l’abolizione delle accise o l’introduzione di un prezzo calmierato per il carburante destinato all’autotrasporto.

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