Il processo sul naufragio del caicco Summer Love, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, entra nel vivo con le testimonianze di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima linea e con gli approfondimenti tecnici sulle possibili responsabilità nei soccorsi.
Protagonisti dell’udienza sono stati i pescatori presenti sulla spiaggia nelle prime ore successive all’impatto dell’imbarcazione contro la secca. Parole cariche di dolore e difficili da pronunciare quelle di Paolo Cefaly, tra i primi a intervenire: “Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare. In acqua non c’era nessuno, solo persone morte”.
Un racconto segnato dal trauma, che lo stesso testimone ammette di voler rimuovere: “Ho sentito un boato quando la barca si è schiantata. Le urla ci hanno fatto capire subito la gravità. Ho avuto paura, ma poi abbiamo pensato solo a salvare chi potevamo. Non ricordo gli orari, cerco di dimenticare. Abbiamo recuperato tanti corpi, non ci siamo mai fermati”.
Dichiarazioni confermate anche dall’altro pescatore presente, Ivan Paone, che ha sottolineato le difficili condizioni operative: “C’era mare forte, visibilità ridotta e salsedine. Eravamo concentrati sui soccorsi. I primi ad arrivare sono stati i carabinieri, ma non so dire dopo quanto tempo”.
Il procedimento, che vede imputati sei militari tra Guardia di Finanza e Capitaneria di porto con l’accusa di omicidio e naufragio colposi, si è concentrato anche sugli aspetti tecnici legati al sistema di monitoraggio e all’intervento dei soccorsi.
Nel corso dell’udienza, il tecnico Carlo Giordano ha spiegato il funzionamento dei radar impiegati nella zona, indicando che solo gli impianti di Campolongo e Punta Stilo avrebbero potuto intercettare il caicco. Dopo la tragedia, ha riferito, la Guardia di Finanza ha richiesto corsi di aggiornamento per gli operatori radar.
Spazio anche alle conclusioni medico-legali. Il medico Massimo Rizzo ha chiarito che le morti non sono riconducibili principalmente al freddo, ma a una combinazione di fattori: “L’annegamento è stato determinante, insieme a traumi, panico e incapacità di nuotare. L’assideramento richiede tempi più lunghi”.
Nel corso dell’udienza sono stati acquisiti anche documenti rilevanti, tra cui un rapporto Frontex e una circolare della Guardia di Finanza, utili a chiarire ruoli e procedure operative.
Non hanno potuto invece testimoniare tre donne afgane – una superstite e due familiari delle vittime – a causa della cancellazione del volo dalla Germania, legata alla crisi internazionale sui carburanti.
A margine, le organizzazioni non governative costituite parte civile hanno ribadito la necessità di fare piena luce su quanto accaduto, con l’obiettivo di evitare che tragedie simili possano ripetersi nel Mediterraneo.
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