Crotone, 
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“Terre dei Tre Borghi”, entra nel vivo il progetto: troupe al lavoro tra Caccuri, Castelsilano e Santa Severina

Continua il percorso di “Terre dei Tre Borghi”, il progetto di rigenerazione culturale che coinvolge i comuni di Caccuri, Castelsilano e Santa Severina, nel cuore della provincia di Crotone. Un’iniziativa articolata che punta a valorizzare il patrimonio storico e identitario del territorio attraverso strumenti contemporanei e linguaggi innovativi.

Promosso dall’Accademia dei Caccuriani insieme a Sabir, il progetto è oggi in una fase operativa centrale. Le attività, sostenute dai fondi del PNRR nell’ambito del programma NextGenerationEU, rientrano nella Linea B dedicata alla rigenerazione dei borghi storici e mirano a trasformare le peculiarità culturali locali in leve concrete di sviluppo.

In queste settimane, troupe e autori stanno lavorando direttamente sul campo, tra vicoli, piazze e complessi monumentali dei tre centri. L’obiettivo è realizzare una serie di contenuti audiovisivi – tra documentari e reportage – capaci di raccontare non solo i luoghi, ma soprattutto le persone e le storie che li abitano. Interviste, testimonianze e immagini inedite contribuiranno alla creazione di una guida multimediale immersiva.

La strategia comunicativa si sviluppa su più livelli: accanto alla diffusione sui canali televisivi, è già attiva una narrazione digitale attraverso i social network. Le piattaforme ufficiali del progetto stanno infatti raccontando quotidianamente il territorio con contenuti visivi e storytelling pensati per un pubblico sempre più orientato al turismo esperienziale.

Non solo promozione culturale. “Terre dei Tre Borghi” rappresenta anche un’importante occasione di crescita economica per il territorio. Le azioni messe in campo hanno infatti permesso alle imprese locali di accedere al bando nazionale collegato alla misura PNRR “Attrattività dei borghi”, favorendo la nascita e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali nei settori culturale, creativo e turistico. Ad oggi, sono circa dieci le nuove realtà finanziate, con contributi a fondo perduto fino al 90%.

Un progetto che, dunque, guarda al futuro partendo dalle radici, con l’ambizione di trasformare la memoria dei luoghi in una risorsa viva e condivisa.

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