Crotone, 
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Kroton Nuoto ancora fuori dalla piscina comunale: fallito il tentativo di accordo promosso dal sindaco

È naufragato il tentativo di mediazione promosso dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, per risolvere la controversia tra le due società co-gestori della Piscina Olimpionica Città di Crotone: Rari Nantes e Kroton Nuoto. A comunicarlo, questa volta, è stato lo stesso primo cittadino con un messaggio WhatsApp inviato al dirigente e tecnico della Kroton Nuoto, Roberto Fantasia, nel quale si annunciava l’esito negativo dell’accordo avviato lo scorso 7 ottobre, alla presenza dell’assessore Bossi, del dirigente comunale Marano e del vicesindaco Cretella.

Secondo quanto riferito da Kroton Nuoto, il fallimento dell’intesa sarebbe dovuto alle “valutazioni legali” espresse da Rari Nantes in un incontro successivo, di cui la società non sarebbe stata neppure informata. L’accordo inizialmente ipotizzato prevedeva una condizione ritenuta “paradossale” da Kroton Nuoto: pur essendo co-gestore dell’impianto e mandante dell’ATI (associazione temporanea d’impresa) con pari dignità contrattuale, avrebbe dovuto versare un corrispettivo economico a favore di Rari Nantes per poter accedere alla piscina comunale. Una clausola giudicata “umiliante e giuridicamente insostenibile”, che avrebbe di fatto trasformato un partner alla pari in un soggetto subordinato. Nonostante ciò, Kroton Nuoto dichiara di aver accettato la proposta pur di permettere ai propri atleti di tornare ad allenarsi in città. Tuttavia, nemmeno questa disponibilità sarebbe bastata.

La società denuncia ora “la resa definitiva dell’amministrazione comunale”, che – si legge nella nota – avrebbe di fatto consegnato la gestione esclusiva dell’impianto a Rari Nantes, impedendo a Kroton Nuoto di accedere alla struttura. A rendere ancora più complessa la vicenda, la società evidenzia che, mentre le viene negato l’uso dell’impianto, continuano ad arrivare richieste di pagamento delle bollette da parte degli uffici comunali. “Un paradosso – scrive Kroton Nuoto – che riconosce solo gli obblighi economici, negando ogni diritto di gestione”. La società sportiva, che ricorda di essere ancora mandante dell’ATI concessionaria della piscina, annuncia che valuterà ulteriori azioni legali per la tutela dei propri diritti e di quelli dei suoi atleti, costretti ormai da mesi ad allenarsi a Catanzaro. “Lo sport, i giovani e la città di Crotone meritano ben altro”, conclude la nota.

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