Crotone, 
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PD Crotone, l’area riformista chiede un cambio di passo: “Serve una nuova guida”

L’area riformista del Partito Democratico di Crotone interviene con toni critici all’indomani delle elezioni regionali, esprimendo forte preoccupazione per il risultato ottenuto dal centrosinistra e, in particolare, dal PD, fermo in città all’8,12%. Un dato che, secondo i Riformisti e Progressisti, conferma “la necessità di un cambio di passo nella guida del partito locale”. Già in occasione del congresso cittadino, la mozione aveva chiesto un rinnovamento della segreteria e una visione politica più ampia, capace di aprirsi al dialogo con le forze civiche e moderate del territorio e con quanti si pongono in alternativa all’attuale amministrazione comunale. «Quella richiesta, rimasta inascoltata, oggi trova conferma nei numeri», sottolineano.

Il gruppo, che ricorda di rappresentare circa il 40% dei tesserati cittadini, si dice pronto a fare la propria parte “con spirito costruttivo ma con la fermezza che il momento richiede”, invitando ad aprire “una riflessione seria e condivisa” sul futuro del partito in città. Nel comunicato, la mozione esprime inoltre preoccupazione per quanto accaduto durante l’assemblea provinciale, dove le dimissioni del segretario Barberio sono state rigettate “per mancanza di alternative”. I riformisti auspicano che non si ripeta lo stesso copione nell’assemblea cittadina, sottolineando che, dopo il risultato elettorale, sarebbe stato opportuno convocare un direttivo per analizzare la sconfitta e avviare una discussione interna.

Secondo la mozione, la scelta di convocare direttamente l’assemblea, bypassando il direttivo, rappresenterebbe “l’ennesima esclusione del gruppo Riformista” dai processi decisionali. «Discutere del risultato tra dirigenti non significa escludere l’assemblea — si legge ancora nella nota — ma rispettare gli organi previsti dallo statuto, con i relativi oneri e onori, anche se di onori in questo momento non ne troviamo». I riformisti concludono ribadendo la necessità di chiarezza e coerenza: «Se c’è la volontà di dimettersi, le dimissioni devono essere irrevocabili. In caso contrario, si eviti di offendere l’intelligenza di chi chiede trasparenza e confronto reale all’interno del partito».

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