Dopo la pubblicazione del comunicato dei genitori e degli atleti della Rari Nantes, intervengono anche le famiglie e gli atleti della Kroton Nuoto, realtà che fa parte dell’ATI che gestisce la piscina comunale. Il gruppo, attraverso una nota inviata alla stampa, richiama l’attenzione su una situazione che — spiegano — non riguarda solo gli ultimi giorni di chiusura totale, ma un disagio che loro definiscono “iniziato sei mesi fa”.
Secondo quanto riportato nella nota, gli atleti della Kroton Nuoto sarebbero stati esclusi dalla piscina comunale sin da giugno 2025. Una condizione che, stando al racconto delle famiglie, avrebbe costretto bambini e ragazzi ad allenarsi in mare quando le condizioni lo permettevano, oppure a spostarsi in altre città con costi e sacrifici significativi. Le conseguenze, aggiungono, sarebbero state pesanti: dalla rinuncia a gare e competizioni, fino all’abbandono dell’attività sportiva da parte di alcuni giovani atleti.
Il comunicato esprime amarezza per quello che viene definito un “silenzio” che avrebbe accompagnato questi mesi di difficoltà. Le famiglie sottolineano come, al contrario, la recente chiusura totale della piscina abbia suscitato una mobilitazione immediata. Una disparità di attenzione che, spiegano, ha acuito la frustrazione degli atleti esclusi: “I nostri ragazzi vedevano gli altri continuare ad allenarsi, festeggiare a bordo vasca, mentre loro erano fuori. Nessuno parlava del loro disagio”.
Altro punto sollevato riguarda la composizione dell’ATI che gestisce l’impianto: Kroton Nuoto rappresenta il 50% dell’associazione, ma secondo i firmatari non avrebbe goduto degli stessi diritti dell’altra metà. Una situazione che, secondo la loro ricostruzione, avrebbe prodotto un’impasse gestionale con ripercussioni dirette sugli atleti.
Pur esprimendo comprensione per il disagio vissuto oggi da tutte le associazioni sportive che utilizzano l’impianto, i genitori della Kroton Nuoto rivendicano la necessità di ricordare l’intera vicenda: “Non vogliamo contrapporre i diritti dei vostri figli ai nostri — si legge — ma questa situazione non nasce tredici giorni fa, bensì sei mesi fa”.
Nella parte finale, la richiesta rivolta all’amministrazione comunale è chiara: riaprire la piscina garantendo pari dignità, pari diritti e una gestione trasparente per tutti gli associati, evitando distinzioni e accessi selettivi. Il disagio, aggiungono, non riguarda soltanto la chiusura attuale, ma la necessità di assicurare che, una volta riaperto, l’impianto sia effettivamente accessibile all’intera comunità.
Il comunicato si chiude con un appello: “I nostri figli hanno aspettato sei mesi. Chiediamo soltanto di tornare a nuotare nella piscina della loro città, con gli stessi diritti degli altri. È davvero troppo?”.
Notizie correlate
19 Novembre 2025La Piscina Comunale di Crotone resta chiusa: la denuncia di genitori e atleti della Rari Nantes
5 Novembre 2025Piscina comunale, Kroton Nuoto risponde a Rari Nantes: “Accuse infondate, siamo la parte lesa”
22 Ottobre 2025Kroton Nuoto ancora fuori dalla piscina comunale: fallito il tentativo di accordo promosso dal sindaco
9 Settembre 2026Piscina Olimpionica, i genitori della Kroton Nuoto contestano le nuove tariffe: «Costi insostenibili»



