Il centro storico non è un semplice quartiere urbano, ma la memoria viva di una comunità, il punto di partenza della sua storia collettiva e contemporanea. È da questa convinzione che prende le mosse l’intervento di Pasquale Esposito, esponente di Officina Civica – Popolari Liberali Riformisti KR, che torna a sollevare il tema del destino della Città Vecchia di Crotone.
Secondo Esposito, sul centro storico “non si è mai fatto abbastanza” per recuperare i ritardi e le inerzie accumulate nel tempo. Una responsabilità che attraversa più amministrazioni comunali, senza distinzioni di colore politico. Se in passato le difficoltà finanziarie hanno spesso impedito una programmazione strutturata, è altrettanto vero – osserva – che si è preferito puntare su interventi minimi e di corto respiro, rinunciando a una visione capace di valorizzare il patrimonio monumentale e il turismo culturale, con i suoi effetti positivi anche in termini economici e sociali.
Per Esposito, Crotone ha progressivamente spostato il proprio baricentro dalla Città Vecchia alla città nuova, dimenticando la prima. “Non un quartiere, ma la Città Vecchia. O Cotrone”, rimarca, richiamando un’identità storica che dovrebbe rappresentare una risorsa strategica e non un elemento marginale.
L’attuale amministrazione comunale, secondo l’esponente di Officina Civica, ha raccolto un’eredità di incuria ma ha anche rinunciato a un’occasione importante: il partenariato istituzionale proposto dalla Provincia, che avrebbe potuto coinvolgere altri soggetti pubblici – dall’Autorità portuale al Ministero della Cultura – oltre a realtà private interessate, sfruttando gli strumenti dei Contratti Istituzionali di Sviluppo “Svelare Bellezza”.
La proposta, illustrata in una conferenza di servizi dedicata, puntava a un progetto organico in grado di ricucire il rapporto tra la Città Vecchia, il borgo marinaro, il porto vecchio commerciale e il resto della città, da Isola Capo Rizzuto e Cutro verso sud fino a Rocca di Neto e Strongoli verso nord. Un disegno complessivo che avrebbe incluso anche il recupero e il riutilizzo dell’area Sensi.
“Un’occasione straordinaria persa”, sottolinea Esposito, che evidenzia come oggi il porto vecchio mostri interventi giudicati marginali e privi di una visione strategica, mentre l’area Sensi continua a versare in stato di abbandono. Le poche note positive, riconosce, restano l’approdo delle navi da crociera – risultato attribuito all’azione dell’ex sindaco Vincenzo Pugliese e dell’ex assessore al Turismo Fausto Frisenda – e il cantiere della MetalCarpenterie di Sergio Torromino, che garantisce occupazione a numerosi giovani crotonesi.
Da qui l’appello conclusivo di Pasquale Esposito: avviare con urgenza un tavolo programmatico del centrodestra sul futuro del centro storico, superando divisioni e personalismi. Un’esigenza che, secondo l’esponente di Officina Civica, diventa ancora più stringente alla luce delle recenti dichiarazioni di Fabio Manica, che sollevano dubbi sulla reale coesione del fronte politico e sulla capacità di costruire una visione condivisa per il rilancio della Città Vecchia.
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