Crotone,
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Lettere a Crotonenews: “Con gli scrutini va in scena una mostra da commedia dell’arte”

Riceviamo e pubblichiamo

Come ogni anno è cominciato il tam tam degli scrutini nelle scuole di ogni ordine e grado, e con esso la variegata mostra di maschere da “commedia dell’arte”: Arlecchino, Brighella, Arlecchino, Balanzone.Pulcinella… Si comincia con le valutazioni numeriche in cui si dà sfogo alle più mirabolanti imprese sportive: il salto in alto, il salto in lungo, la corsa ad ostacoli, il tiro al piattello! Ma ahimè in tutti questi sport non si fa gioco di squadra.

Si dà avvio all’attività di borsa, dove si “gioca” al rialzo o al ribasso, a volte immemori di un percorso durato un anno, nel bene e nel male, di alunni e docenti.

Si assiste a forme di buonismo becero e chiassoso che ricordano una demagogia non lontana dai nostri giorni, tesa ad accaparrarsi il favore dell’autorità di turno o a “scongiurare” problemi.

Per non parlare della burocrazia di cui è sovraccarica la funzione docente: abbiamo assistito in tutti i settori della pubblica amministrazione alla transizione digitale, ma qualcosa in questo passaggio non ha funzionato se al digitale ha continuato ad affiancarsi l’analogico con un carico di lavoro raddoppiato per il pubblico impiego, soprattutto per la scuola.

E che dire poi dell’eccessivo garantismo di certa scuola italiana nei confronti di alunni e di genitori spesso assenti, incuranti del percorso scolastico dei propri figli, e che ricordano di averli solo alla fine dell’anno e soprattutto quando i loro figli rischiano la bocciatura?

I buonisti di cui sopra si riempiono spesso la bocca di espressioni del tipo “il ragazzo/a vive una condizione di disagio familiare, sociale, psicologico”. Ma se già Crepet, psichiatra di fama internazionale ribadisce seguito da Galimberti che «il problema dei giovani d’oggi( e io aggiungo anche di certi genitori) non è solo un problema di “disagio” ma di EDUCAZIONE», perché non posso sostenerlo io, modesta docente che come tanti altri lavora quotidianamente con i ragazzi, senza essere tacciata di insensibilità o di assenza di empatia?

Qualcuno obietterà, a ragione, che anche la scrivente fa parte di questo sistema distorto, schizofrenico e alienante contribuendovi. Giusta osservazione. È vero, ci sono dentro anch’io e anche io faccio parte di quella sfilza di maschere da commedia dell’arte; ma è anche vero che, nel mio piccolo, come altri, col mio dissenso, con la mia irriverenza spero di contribuirvi il meno possibile, pur consapevole di poter cadere anch’io nelle “trappole” di cui sopra. Sì, perché è più facile percorrere strade in discesa, pensare pensieri già pensati da altri, che inerpicarsi per strade impegnative e a volte rischiose.

E per questa volta “non scusate” lo sfogo.

Anna Maria D’Angelo