Un nuovo elemento si aggiunge alla vicenda urbanistica che riguarda l’area di via Israele, al centro da tempo di un contenzioso amministrativo tra il Comitato di Quartiere Tufolo-Farina e il Comune di Crotone.
Nei giorni scorsi è stata depositata la relazione integrativa della professoressa Concetta Fallanca, docente ordinario di Urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e verificatore nominato dal Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria nell’ambito del ricorso pendente davanti al TAR.
Il documento, richiesto dal Tribunale per valutare le osservazioni tecniche presentate dal Comune, conferma integralmente le conclusioni già contenute nella precedente verificazione del 9 marzo 2026. Secondo la docente universitaria, infatti, le particelle catastali 4059 e 4062 mantengono la destinazione urbanistica a “verde di quartiere” e nessun atto pianificatorio successivo avrebbe modificato tale assetto.
Nella relazione viene inoltre evidenziato come le osservazioni formulate dal consulente incaricato dal Comune non introducano elementi tecnici tali da modificare il quadro urbanistico già ricostruito. In particolare, la verificatrice ritiene che gli elaborati del piano attuativo del Consorzio Lavoratori Montedison conservino piena efficacia urbanistica e che la destinazione a verde delle aree interessate continui a trovare fondamento negli strumenti pianificatori vigenti.
Uno dei punti centrali affrontati riguarda la presenza di una volumetria residua nel comparto urbanistico. Secondo la relazione, l’esistenza di cubatura ancora disponibile non comporta automaticamente la possibilità di edificare sulle particelle oggetto del ricorso. La volumetria residua rappresenterebbe infatti un parametro riferito all’intero comparto e non costituirebbe, di per sé, un titolo per modificare la destinazione funzionale delle singole aree.
La professoressa Fallanca chiarisce inoltre che eventuali modifiche alla classificazione urbanistica richiederebbero specifici atti pianificatori o convenzionali, che allo stato attuale non risultano presenti nella documentazione esaminata.
La relazione affronta anche il tema del Piano Comunale di Protezione Civile, richiamando il ruolo dell’area di attesa A65 individuata nella documentazione della Condizione Limite per l’Emergenza (CLE). Pur non essendo considerato l’elemento principale della valutazione, il Piano viene indicato come un fattore convergente che rafforza la ricostruzione urbanistica già effettuata.
Nelle conclusioni, la verificatrice ribadisce che l’intera particella 4062 e la parte prevalente della particella 4059 risultano destinate a verde di quartiere quale prescrizione di interesse collettivo recepita nel Piano regolatore generale. Solo una porzione residuale della particella 4059 mantiene invece la classificazione di “tessuto da consolidare”.
Soddisfazione è stata espressa dal Comitato di Quartiere Tufolo-Farina, che attraverso una nota ha ringraziato il legale Antonello Irtuso per il lavoro svolto e ha evidenziato come il nuovo elaborato tecnico rappresenti un ulteriore sostegno alle tesi sostenute nel ricorso.
La vicenda tornerà ora all’attenzione del TAR Calabria in occasione dell’udienza di merito fissata per il prossimo 16 settembre 2026, quando il Tribunale sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sulla controversia.
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