Crotone, 
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Alloggi in via Israele, le verifiche del TAR rafforzano la posizione del Comitato Tufolo-Farina

Le verifiche tecniche disposte dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria nell’ambito del contenzioso relativo all’area di via Israele, nel quartiere Tufolo-Farina, avrebbero confermato le posizioni sostenute dal Comitato di quartiere che si oppone alla realizzazione di nuovi alloggi nell’area. A sostenerlo è lo stesso Comitato Tufolo-Farina, che in una nota diffusa alla stampa evidenzia come gli accertamenti tecnici richiesti dal TAR con il dispositivo cautelare del 21 gennaio scorso avrebbero validato le analisi presentate dai consulenti incaricati dal Comitato e dai pareri espressi dagli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti di Crotone.

Secondo quanto riportato nella relazione redatta dall’architetto Ferraro, nominato verificatore dal Tribunale amministrativo, la superficie libera dell’area interessata sarebbe pari a circa 2.000 metri quadrati. Un dato che, secondo il Comitato, coinciderebbe con quanto già rilevato in precedenza dal geometra Cirillo, incaricato dal Comitato di quartiere di documentare lo stato dei luoghi.

Ulteriori elementi emergerebbero dalla relazione della professoressa Fallanca dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, coinvolta nelle verifiche tecniche. Secondo quanto riportato dal Comitato, la docente avrebbe confermato la validità dei pareri espressi dagli Ordini professionali crotonesi in merito alla destinazione urbanistica dell’area, classificata come verde di quartiere con vincolo conformativo a tempo indeterminato per interesse collettivo. Una classificazione che, secondo l’interpretazione del Comitato, non consentirebbe modifiche della destinazione urbanistica tali da permettere interventi edificatori.

Nella relazione tecnica sarebbe inoltre stato richiamato un ulteriore elemento già segnalato dal geologo Pirillo: l’area individuata dall’amministrazione per l’edificazione sarebbe indicata nel Piano di Protezione civile come “area di attesa” A65, ovvero uno spazio destinato alla raccolta della popolazione in caso di emergenze. Un aspetto che, secondo il Comitato, rappresenterebbe un potenziale rischio per la sicurezza pubblica se l’area venisse destinata ad altri utilizzi.

Alla luce degli esiti delle verifiche tecniche, il Comitato Tufolo-Farina parla di conferma delle criticità già evidenziate in passato e torna a chiedere all’amministrazione comunale di assumersi la responsabilità politica e tecnica della gestione della vicenda. Nel mirino del Comitato c’è in particolare l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Greco, autore – secondo quanto riportato nella nota – di dichiarazioni critiche nei confronti dei pareri tecnici degli Ordini professionali. Per questo il Comitato chiede le dimissioni dell’assessore come gesto di trasparenza nei confronti della cittadinanza.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Antonello Irtuso, che assiste il Comitato nel ricorso. Il legale, dopo il deposito delle verifiche tecniche, si è detto «cautamente fiducioso» sull’esito finale del giudizio davanti al TAR Calabria, ritenendo che la decisione di merito potrà chiarire definitivamente gli aspetti urbanistici e tecnici della vicenda.

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