Crotone, 
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Affidamenti per gli alloggi di via Israele, il Comitato Tufolo–Farina segnala criticità negli atti comunali

Il Comitato di Quartiere Tufolo–Farina solleva una serie di perplessità sugli affidamenti esterni disposti dal Comune di Crotone il 19 novembre 2025 per il progetto degli alloggi di via Israele. Nello stesso giorno, infatti, l’ente ha conferito due incarichi professionali tramite procedura diretta: uno per la progettazione tecnica, affidato all’ing. Luigi Minniti, e un secondo per i rilievi geologici.

Secondo il Comitato, dalle due determinazioni dirigenziali emergerebbero diverse incongruenze tali da far dubitare della correttezza dell’iter seguito. La prima riguarda la mancata verifica preliminare dei requisiti dell’operatore economico, passaggio obbligatorio previsto dalla normativa ANAC anche negli affidamenti sotto soglia. Nella determina firmata dal dirigente del settore Urbanistica, ing. Francesco Stellato, si legge che il portale ANAC sarebbe stato in manutenzione dal 21 al 25 novembre, motivo per cui il controllo sarebbe stato rimandato a una fase successiva.

Secondo il Comitato, tale modalità non sarebbe conforme alle procedure previste: «L’affidamento dovrebbe avvenire solo dopo le verifiche sui requisiti del professionista incaricato – sostengono – altrimenti si rischia di compromettere la legittimità dell’atto». Il Comitato ha annunciato l’intenzione di segnalare la vicenda all’Autorità nazionale anticorruzione.

Ulteriori dubbi emergono dall’incarico relativo ai rilievi geologici. Pur risultando formalmente affidato il 19 novembre, un minuto dopo l’incarico per la progettazione, il professionista avrebbe già effettuato i rilievi il 13 novembre, circostanza che, secondo il Comitato, prefigurerebbe una prestazione svolta prima dell’affidamento ufficiale. «Anche su questo punto – spiegano – sarà necessario fare chiarezza».

Nella stessa determina compaiono inoltre due CIG distinti, elemento considerato anomalo in atti riferiti alla medesima procedura. Per il Comitato, tali irregolarità evidenzierebbero «una fretta eccessiva» nel portare avanti il progetto degli alloggi, nonostante la presenza di un ricorso al TAR e un clima di tensione con i residenti.

«Ci saremmo aspettati un gesto di distensione e una riflessione più ampia su un intervento che continua a generare divisioni nel quartiere» si legge nella nota. Il Comitato conclude ribadendo la propria volontà di vigilare sull’iter, «per garantire trasparenza, correttezza amministrativa e la tutela dell’interesse pubblico».

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