Crotone, 
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Pedagogia dell’Antimafia, al Liceo Pitagora il confronto sulla ’ndrangheta globale e sui valori della Costituzione

Sarà dedicato al tema del contrasto alla ’ndrangheta nella sua dimensione globale e al valore sociale della Costituzione il primo appuntamento del secondo percorso di studio “La scuola della Costituzione”, in programma lunedì 15 dicembre alle ore 11.00 nell’aula magna del Liceo classico “Pitagora” di Crotone.

L’iniziativa rientra nel progetto nazionale Barbiana 2040 – rete giuridica di scuole ed è promossa dal corso universitario di Pedagogia dell’Antimafia dell’Università della Calabria, dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES UniCal) e dallo stesso liceo crotonese.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali della dirigente scolastica Natascia Senatore, seguiti dall’introduzione della docente Rossella Frandina. Il cuore del seminario sarà il dialogo tra lo scrittore e giornalista Antonio Anastasi e i procuratori Salvatore Curcio e Domenico Guarascio, rispettivamente alla guida delle Procure di Catanzaro e Crotone. Spazio, inoltre, agli interventi degli studenti, protagonisti attivi del percorso formativo. Le conclusioni saranno affidate a Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia presso l’Università della Calabria.

Al centro del confronto, l’evoluzione della ’ndrangheta come sistema criminale capace di operare su scala internazionale e il ruolo della Costituzione come strumento di tutela dei diritti e di coesione sociale. La presenza dei due magistrati rappresenta un’occasione significativa di riflessione su legalità, responsabilità e cittadinanza attiva, in un territorio storicamente segnato dalla presenza mafiosa.

L’obiettivo del percorso è quello di costruire una vera e propria resistenza culturale, capace di contrastare l’immaginario mafioso fondato su sudditanza e violenza, attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla partecipazione democratica. In questo senso, la Pedagogia dell’Antimafia viene proposta come strumento scientifico e civile per formare cittadini consapevoli, in grado di riconoscere e difendere i diritti fondamentali.

L’incontro del 15 dicembre si propone quindi non solo come momento di approfondimento, ma come una chiamata alla responsabilità condivisa, nella convinzione che la costruzione di una società più giusta passi anche e soprattutto dalla scuola e dall’università.

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