Crotone, 
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Blitz antimafia tra Crotone e Milano: smantellata rete che favoriva la latitanza di esponenti della ‘ndrangheta

Nelle prime ore della mattinata di oggi, 26 novembre 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento riguarda sette persone, ritenute gravemente indiziate — a vario titolo — di aver favorito la latitanza di due esponenti della locale di ‘ndrangheta di Cirò.

Cinque indagati sono stati raggiunti dalla misura della custodia cautelare in carcere, mentre per altri due è stato disposto il regime degli arresti domiciliari. Come previsto dalla legge, si precisa che i provvedimenti eseguiti nella fase delle indagini preliminari non comportano alcuna presunzione di colpevolezza per le persone coinvolte, che restano da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.

L’attività investigativa, complessa e prolungata, è stata coordinata dalla DDA di Catanzaro e condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Crotone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra luglio e novembre 2024 gli indagati avrebbero contribuito, in concorso tra loro, a garantire supporto logistico ai due latitanti, entrambi originari di Cirò Marina: S.C., 43 anni, e A.A., 52 anni. I due erano sfuggiti all’esecuzione della pena definitiva — rispettivamente 3 anni e 25 giorni e 5 anni e 11 mesi di reclusione — derivante dalla sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, divenuta irrevocabile in Cassazione nell’ambito della storica operazione antimafia “Stige”.

La presunta rete di appoggio avrebbe fornito ai latitanti luoghi sicuri, mezzi di comunicazione — incluse SIM telefoniche appositamente attivate e intestate a prestanome — e altre forme di assistenza utili a evitare le ricerche e le attività investigative delle forze dell’ordine. Il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari. La ricostruzione sin qui effettuata dagli investigatori è finalizzata esclusivamente alle esigenze cautelari. Ogni ulteriore valutazione sarà rimessa al confronto tra le parti e alle verifiche del giudice competente.

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