Nel corso della quarta udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love, affondato nelle acque di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, sono emersi nuovi elementi relativi alle comunicazioni intercorse prima della tragedia. Il naufragio, che causò 94 vittime – tra cui 35 minori – e un numero imprecisato di dispersi, resta una ferita aperta per l’intero territorio crotonese. A giudizio, nel procedimento in corso, sei militari: quattro appartenenti alla Guardia di finanza e due alla Guardia costiera.
In aula, il maggiore dei carabinieri Nicola Cara ha riferito di un’annotazione contenuta nel registro di sala del Roan di Vibo Valentia. Secondo quanto letto, alle 23.20 del 25 febbraio 2023 la Centrale operativa nazionale della Guardia di finanza aveva trasmesso una comunicazione nella quale il caicco veniva indicato come “natante con migranti”. L’informazione sarebbe giunta a seguito dell’avvistamento effettuato da Eagle 1, l’aereo di Frontex. Il messaggio, secondo quanto ricostruito, fu riportato a mano dagli operatori di sala.
Nel corso dell’udienza si è affrontato anche il tema delle direttive operative. L’indagine ha preso in esame una comunicazione del 24 giugno 2022 firmata dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino, allora a capo del Centro operativo nazionale della Guardia costiera e dell’Imrcc. Nel documento si faceva riferimento a una decisione definita di “livello politico”, relativa al riassetto dei dispositivi della Guardia di finanza entro le 12 miglia. In aula è stato chiarito che il termine “livello politico” sarebbe stato utilizzato in senso tecnico, come sinonimo di “policy”, per distinguere l’indirizzo strategico dalle attività tattiche operative, e non per indicare un intervento diretto di esponenti politici.
Nel dibattimento è stato inoltre affrontato il contenuto di alcune conversazioni interne tra ufficiali della Guardia di finanza, dalle quali emergerebbe il riferimento a una possibile “exit strategy” nella gestione della fase successiva ai fatti. Elementi che si inseriscono in un procedimento complesso, chiamato a ricostruire tempi, modalità e scelte operative che precedettero una delle tragedie più gravi avvenute sulle coste calabresi negli ultimi anni. Il processo proseguirà nelle prossime settimane con l’ascolto di ulteriori testimoni.
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