Crotone, 
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Naufragio di Cutro, nel processo emergono criticità su dati e registrazioni

Si è svolta tra tensioni e nuovi elementi di discussione l’udienza di ieri del processo relativo al naufragio del caicco “Summer Love”, la tragedia avvenuta a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, in cui persero la vita 94 persone. Davanti al Tribunale sono imputati sei militari – quattro appartenenti alla Guardia di Finanza e due alla Guardia Costiera – chiamati a rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo e naufragio colposo in relazione ai presunti ritardi nei soccorsi.

Al centro dell’udienza si sono aperti due fronti particolarmente delicati: la gestione di documenti riservati provenienti dall’agenzia europea Frontex e l’affidabilità dei dati audio acquisiti durante le indagini.

Il primo elemento di criticità è emerso in merito ad alcuni documenti trasmessi da Frontex dopo la chiusura delle indagini. La Procura, rappresentata dal pubblico ministero Matteo Staccini, ha evidenziato la natura sensibile degli atti, sottolineando come sia ancora in corso una verifica sul loro livello di riservatezza.

A complicare il quadro è stata la dichiarazione di uno dei legali della difesa, che ha affermato di essere già in possesso di tali documenti, ricevuti attraverso la cancelleria del Gup al momento dell’acquisizione del fascicolo. Resta ora da chiarire se si tratti effettivamente degli stessi atti considerati riservati.

Altro tema centrale è stato quello relativo ai dati audio. L’ingegnere Fausto Colosimo, consulente della Procura, ha chiarito di non aver partecipato direttamente alle operazioni di estrazione dei file della Capitaneria di porto di Roma, ricevuti successivamente su supporto digitale per ragioni di sicurezza.

Nel corso dell’esame, il consulente ha ammesso di non poter escludere né l’eventuale esistenza di ulteriori dati non acquisiti, né la possibilità che i file consegnati possano aver subito modifiche. Ulteriori perplessità sono emerse anche sulla sequenza delle registrazioni: un legale ha segnalato l’assenza di un file audio in una determinata fascia temporale. Successivamente, la difesa di uno degli imputati ha individuato un breve file di circa otto secondi, definito però “muto e con interferenze”.

Sono stati inoltre sollevati dubbi sulla presenza di fruscii nelle registrazioni provenienti dal centro operativo di Taranto, elementi che potrebbero incidere sulla qualità e sull’attendibilità del materiale audio. L’udienza si è quindi conclusa senza decisioni definitive sui punti sollevati, ma con diversi interrogativi ancora aperti. Il procedimento riprenderà il prossimo 7 aprile, quando è attesa la testimonianza dell’ammiraglio Maurizio Carannante, consulente tecnico della Procura.

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