Crotone, 
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Digitalizzazione sanitaria, 856 posti a rischio: De Cicco incalza la Giunta regionale sul caso Konecta

Fare chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche, verificare lo stato reale dei progetti di digitalizzazione sanitaria e, soprattutto, garantire la tutela occupazionale di centinaia di lavoratori calabresi. Sono questi i punti al centro dell’interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere regionale Francesco De Cicco, rivolta al presidente della Giunta regionale.

L’attenzione si concentra sulla vicenda che riguarda gli ex dipendenti di Abramo Customer Care, circa mille lavoratori successivamente assorbiti dalla società Konecta R s.r.l. nell’ambito di un progetto strategico finalizzato alla digitalizzazione delle cartelle cliniche delle Aziende sanitarie provinciali calabresi. Un’iniziativa sostenuta da un investimento pubblico complessivo di 20 milioni di euro, di cui 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria e 5 milioni provenienti da fondi nazionali. Il progetto, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto garantire sviluppo tecnologico e stabilità occupazionale fino al 2027.

Secondo quanto evidenziato nell’atto ispettivo, tuttavia, la situazione attuale appare profondamente diversa. La società coinvolta avrebbe già concluso la commessa principale e si troverebbe ad affrontare un disavanzo economico stimato in circa 6 milioni di euro. Una condizione che potrebbe portare all’attivazione della cassa integrazione straordinaria, mettendo a rischio 856 posti di lavoro.

Un quadro che riaccende l’allarme sul fronte occupazionale, con il rischio che centinaia di famiglie si trovino nuovamente in una situazione di incertezza a distanza di poco tempo dal precedente passaggio societario. Attraverso l’interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di fornire chiarimenti puntuali su diversi aspetti: dall’effettiva erogazione e utilizzo dei fondi stanziati, allo stato di avanzamento del progetto di digitalizzazione, compresa l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico. Tra i punti sollevati anche la possibilità di estendere il progetto ad altri territori e, soprattutto, le misure che si intendono adottare per salvaguardare i livelli occupazionali.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il rapporto tra investimenti pubblici, innovazione tecnologica e tutela del lavoro nel Mezzogiorno, sollevando interrogativi sulla capacità di trasformare le risorse disponibili in opportunità concrete per il territorio. Da qui la richiesta di risposte rapide e concrete, affinché gli investimenti pubblici possano tradursi in risultati tangibili sia sul piano dello sviluppo che su quello della stabilità occupazionale.

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