Una denuncia sulle condizioni di vita all’interno del centro di accoglienza straordinaria (CAS) Sant’Anna arriva da un gruppo di ospiti della struttura, che ha deciso di rivolgersi alla stampa per portare all’attenzione pubblica quella che definiscono una situazione ormai “insostenibile”. Nella lettera inviata alla redazione, i firmatari – che preferiscono restare anonimi – parlano di criticità legate alle condizioni igieniche, alla sicurezza e alla gestione dei sussidi economici, chiedendo verifiche e maggiore attenzione su quanto accade all’interno della struttura situata nel territorio di Isola di Capo Rizzuto.
Secondo quanto riportato nella segnalazione, i servizi igienici verserebbero in condizioni di forte degrado, con bagni privi di porte e in uno stato sanitario definito “pietoso”, situazione che – sostengono gli autori della denuncia – sarebbe documentata anche da alcune fotografie. Altra questione sollevata riguarda la sicurezza delle stanze. Gli ospiti parlano di serrature rotte e di una mancanza di adeguate garanzie per la tutela dei beni personali, con episodi di furto che, secondo la loro testimonianza, sarebbero diventati frequenti.
La lettera denuncia inoltre ritardi nell’erogazione del cosiddetto “pocket money”, il contributo economico previsto per i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza. Secondo quanto riportato, i pagamenti sarebbero fermi da diversi mesi e l’ultima somma ricevuta risalirebbe ai crediti maturati nel settembre 2025.
Nel documento si fa riferimento anche a rapporti difficili con il personale di sicurezza interno, accusato di avere atteggiamenti ostili e poco rispettosi della dignità degli ospiti. Un quadro che, secondo gli autori della segnalazione, alimenterebbe un clima di timore tra i residenti del centro. Proprio la paura di possibili conseguenze, come trasferimenti o problemi legati ai documenti, spingerebbe molti a non denunciare apertamente le criticità, sostengono i firmatari della lettera. Gli ospiti chiedono quindi che la situazione venga verificata e approfondita, invitando istituzioni e organi di informazione a fare luce su quanto accade all’interno della struttura. Al momento, sulla vicenda non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dei gestori del centro o delle autorità competenti. Eventuali repliche o chiarimenti saranno pubblicati non appena disponibili.
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