Crotone, 
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Naufragio di Cutro, il consulente della Procura: “C’erano le condizioni per attivare il soccorso”

Nel corso dell’udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi legati al naufragio del caicco Summer Love, avvenuto al largo di Cutro, è emerso un quadro critico nella gestione delle operazioni della notte della tragedia.

A ribadirlo è stato l’ammiraglio Salvatore Carannante, consulente tecnico della Procura, intervenuto durante il controesame davanti al tribunale di Crotone. Secondo quanto riferito, esistevano tutti i presupposti per attivare un’operazione di ricerca e soccorso (Sar), che tuttavia non fu mai presa in considerazione.

La scelta operativa fu invece orientata verso un’attività di law enforcement, basata sull’ipotesi di un caso di immigrazione clandestina. Una decisione che, secondo il consulente, avrebbe contribuito a escludere fin dall’inizio l’attivazione dei protocolli di emergenza.

Nel corso della deposizione è stata evidenziata anche una carenza di coordinamento tra i corpi dello Stato coinvolti. Guardia di finanza e Capitaneria di porto, infatti, non avrebbero condiviso le informazioni né attivato forme di collaborazione. In particolare, è stato sottolineato come alcune unità della Guardia costiera, tra cui la CP 326 di Roccella, avrebbero potuto intervenire tempestivamente grazie a condizioni del mare favorevoli.

Criticità sono emerse anche sul piano tecnico. L’ammiraglio Carannante ha riferito che, quella notte, la termocamera collegata ai radar non era funzionante, compromettendo la possibilità di verificare correttamente i segnali rilevati. Una circostanza che avrebbe inciso sull’affidabilità delle operazioni di monitoraggio.

Nel suo intervento, il consulente ha inoltre messo in discussione alcune scelte operative adottate, come la decisione di mantenere la cosiddetta navigazione “di conserva”, sottolineando che in presenza di una possibile emergenza sarebbe stato opportuno agire con maggiore tempestività e autonomia.

Il processo, che vede imputati sei militari tra Guardia di finanza e Capitaneria di porto con accuse di naufragio e omicidio colposo, prosegue con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità nella gestione dei soccorsi.

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