Crotone, 
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Circonvenzione di incapace e riciclaggio: tre condanne dopo l’indagine della Guardia di Finanza

Tre persone sono state condannate per aver approfittato dello stato di fragilità di un’anziana donna crotonese, svuotandone progressivamente il patrimonio. Si tratta di un settantatreenne, della moglie e del figlio della coppia, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di circonvenzione di incapace, riciclaggio e autoriciclaggio. La vicenda è emersa al termine di una complessa attività investigativa condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, guidata dal procuratore Domenico Guarascio. Gli imputati hanno patteggiato pene complessive superiori ai dieci anni di reclusione, oltre a sanzioni economiche per circa 40 mila euro e al pagamento delle spese processuali.

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata dal fratello della vittima, una donna anziana, vedova e senza figli, deceduta nel luglio del 2023. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno permesso di ricostruire quella che gli investigatori hanno definito una vera e propria spoliazione del patrimonio della donna, orchestrata dal nipote con il coinvolgimento del proprio nucleo familiare. Attraverso attività di polizia giudiziaria, accertamenti bancari, acquisizioni documentali e testimonianze, gli investigatori hanno raccolto elementi ritenuti decisivi per ricostruire il sistema utilizzato per appropriarsi delle disponibilità economiche dell’anziana.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la vicenda avrebbe avuto inizio nel 2022, quando il nipote avrebbe convinto la zia a firmare una procura generale che gli consentiva di compiere atti di ordinaria e straordinaria amministrazione sui suoi beni. Gli investigatori hanno ricostruito come l’uomo abbia agito abusando dello stato di deficienza psichica e dell’infermità mentale della donna, condizioni che si sarebbero aggravate progressivamente a partire dal 2021. Dopo aver ottenuto la procura, il nipote avrebbe proceduto alla vendita di un appartamento appartenente alla zia, oltre ad acquisire la possibilità di operare sul conto corrente della donna e ad aprirne uno nuovo a suo nome, con carte elettroniche di pagamento collegate.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, attraverso prelievi di contante, ricariche su carte elettroniche, versamenti su conti di gioco online e negoziazioni di assegni, il denaro dell’anziana sarebbe stato progressivamente drenato. L’ammontare complessivo delle somme sottratte supera i 350 mila euro, denaro utilizzato per scopi ritenuti del tutto estranei agli interessi della vittima. Parte delle somme, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata successivamente impiegata in attività economiche e finanziarie per ostacolare la tracciabilità della provenienza illecita, circostanza che ha portato alla contestazione dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio anche nei confronti della moglie e del figlio del principale indagato.

Alla luce delle prove raccolte durante le indagini, la Procura di Crotone ha esercitato l’azione penale in tempi rapidi. Davanti al Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Crotone, gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità, scegliendo di patteggiare la pena, con condanne complessive superiori ai dieci anni di reclusione. L’operazione conferma il ruolo della Guardia di Finanza nel contrasto ai reati economico-finanziari e nella tutela delle persone più vulnerabili, spesso vittime di condotte fraudolente che colpiscono patrimoni e risparmi accumulati nel corso di una vita.

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