È stato scarcerato F. A., 22 anni, affetto da gravi disturbi psichiatrici e riconosciuto invalido al 100%. La decisione arriva al termine di una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema della compatibilità tra detenzione e salute mentale.
Il giovane era stato trasferito nei giorni scorsi nella Casa Circondariale di Crotone, nonostante un quadro clinico particolarmente delicato. Una scelta che aveva immediatamente sollevato dubbi e preoccupazioni, soprattutto alla luce delle sue condizioni psicofisiche.
A intervenire è stata l’associazione “Quei Bravi Ragazzi Family”, guidata dalla presidente Nadia Di Rocco e affiancata dalla vicepresidente, l’avvocato Guendalina Chiesi. L’organizzazione ha segnalato pubblicamente l’incompatibilità tra lo stato di salute del giovane e il regime carcerario, attivando contestualmente le procedure legali necessarie.
«Il carcere non è un luogo di cura. In queste condizioni rappresentava un rischio concreto», hanno evidenziato dall’associazione.
Il ragazzo era stato condannato a 5 anni e 5 mesi di reclusione. Tuttavia, in base alla riduzione di un sesto prevista dalla riforma Cartabia, conseguente alla rinuncia ai motivi di appello, la pena avrebbe dovuto essere rideterminata in circa quattro anni e mezzo. Parallelamente, la difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Lucente, ha avviato un incidente di esecuzione.
Il quadro clinico — caratterizzato da psicosi NAS, disturbi comportamentali e seminfermità mentale accertata — aveva reso fin da subito complessa la permanenza in carcere. Tra le criticità emerse, difficoltà relazionali, incapacità di adattamento e una compromissione nella gestione dei bisogni primari.
L’azione congiunta dell’associazione e della difesa legale ha quindi portato alla decisione di scarcerazione.
Il giovane è rientrato nella propria abitazione, dove proseguirà il percorso terapeutico presso il Centro di Salute Mentale, sotto la supervisione della famiglia.
La vicenda riaccende un confronto più ampio sulle modalità di gestione dei detenuti con patologie psichiatriche all’interno del sistema penitenziario. Un tema che, secondo diversi osservatori, richiede maggiore attenzione e soluzioni adeguate.
La scarcerazione rappresenta un passaggio significativo sul piano della tutela dei diritti fondamentali, ma evidenzia anche la necessità di garantire un equilibrio tra esecuzione della pena e rispetto delle condizioni di salute della persona.
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