Torna al centro del dibattito la situazione dell’Ufficio Postale di Crotone Succursale 2, in via Torino. A riaccendere i riflettori sulla struttura è il segretario provinciale della Slp Cisl, Ernesto Ierardi, che parla di criticità ormai note da anni e chiede che si passi finalmente dalle segnalazioni agli interventi concreti.
Secondo il sindacato, nel corso del tempo sono state più volte evidenziate problematiche legate alla sicurezza e alle condizioni di lavoro all’interno dell’ufficio. Questioni che, come sottolinea Ierardi, riguarderebbero diversi aspetti organizzativi e strutturali e che sarebbero state segnalate in più occasioni anche attraverso sopralluoghi congiunti.
Tra le principali criticità indicate figurano spazi ritenuti insufficienti per il personale, postazioni che potrebbero ostacolare le vie di fuga e un sistema di climatizzazione ormai datato. A questo si aggiungerebbero disagi legati ai servizi igienici, talvolta inutilizzabili a causa di carenze idriche, oltre alla presenza di esalazioni provenienti dagli scarichi fognari.
Il sindacato segnala inoltre che l’accesso alla struttura non risulterebbe adeguato per le persone con disabilità. Un’altra difficoltà riguarda la gestione degli archivi: per mancanza di locali idonei, parte della documentazione sarebbe stata trasferita in altri spazi esterni all’ufficio.
Secondo la Slp Cisl, la necessità di intervenire era già stata riconosciuta negli anni scorsi dalla stessa azienda, che avrebbe autorizzato in via preliminare il trasferimento della sede in locali più adeguati. Tuttavia, a oggi non sarebbero stati indicati tempi certi né passaggi operativi per rendere effettivo lo spostamento.
Per questo motivo il sindacato torna a sollecitare una soluzione definitiva. «La città di Crotone, i lavoratori e gli utenti – sottolinea Ierardi – meritano risposte chiare e tempi rapidi».
L’obiettivo indicato dalla Cisl è quello di arrivare alla realizzazione di una nuova sede capace di garantire condizioni di lavoro più sicure per il personale e servizi più efficienti per la cittadinanza, nel rispetto delle normative vigenti.
Dopo anni di segnalazioni e richieste, conclude il sindacato, è necessario chiudere una lunga fase di attesa e avviare concretamente il percorso che porti a una struttura più moderna e funzionale per il territorio.
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