Nel dibattito sempre più acceso sulla bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone-Cassano-Cerchiara, interviene in modo chiaro e deciso il Commissario Straordinario nominato dal Governo, rispondendo alle recenti dichiarazioni dell’ex Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio durante un’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
L’intervento nasce dalla necessità di riportare l’attenzione sui dati reali, sulle procedure in corso e sul quadro normativo che guida il percorso di risanamento ambientale in uno dei siti più compromessi d’Europa. “Le opinioni sono un valore, ma quando travalicano i confini della verità e si trasformano in narrazioni parziali e fuorvianti, è doveroso intervenire” – chiarisce il Commissario.
Il mandato commissariale ha un obiettivo preciso: sbloccare un processo di bonifica fermo da decenni, superando incertezze e rimpalli istituzionali. “Non spetta a me accertare responsabilità passate – precisa – ma agire con efficacia e legalità per restituire una prospettiva concreta al territorio”. Con trasparenza, il Commissario respinge con decisione le accuse infondate sulla gestione delle risorse pubbliche, sottolineando come le uniche spese sostenute siano “ordinarie, contenute e riferite a sedi istituzionali”, senza alcuno spreco o opacità.
Uno dei punti più delicati riguarda la gestione dei rifiuti speciali pericolosi, per i quali il Commissario chiarisce il quadro normativo vigente: ogni movimentazione è tracciata attraverso il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), una banca dati digitale che ne certifica l’origine e la destinazione. Inoltre, evidenzia come la discarica Sovreco S.p.A. sia regolarmente autorizzata dalla Regione Calabria a ricevere rifiuti speciali pericolosi, spesso simili a quelli presenti nel SIN di Crotone.
“È irrazionale – dichiara – che in Calabria arrivino da altre regioni rifiuti dello stesso tipo di quelli che, da qui, stiamo mandando all’estero per lo smaltimento. Questo paradosso evidenzia l’urgenza di un cambio di passo”. Il percorso, ammette il Commissario, resta complesso e soggetto a ostacoli tecnici e burocratici, ma sono già stati registrati segnali concreti di avanzamento, come il trasferimento all’estero di parte dei rifiuti pericolosi, a riprova della volontà di imprimere un’accelerazione vera al risanamento. “Non stiamo qui per mantenere lo stallo – sottolinea – ma per superarlo, in collaborazione con enti territoriali e istituzioni, nel pieno rispetto delle normative.” Infine, con tono istituzionale e rispetto personale, il Commissario rivolge un invito all’on. Oliverio e a chiunque voglia approfondire realmente la questione: “Leggete i documenti ufficiali, i provvedimenti amministrativi e le norme vigenti. Il confronto è sempre benvenuto, purché fondato su basi reali e non su suggestioni”.
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