Crotone,

Bonifica area archeologica ex Montedison, il Gip: “Troppe anomalie” e non archivia come chiesto dalla Procura

L'area archeologica delle fabbriche

Soldi spesi per un progetto preliminare di bonifica e probabilmente mai approvato dal Ministero. Un verbale di conferenza decisoria tagliato nelle parti salienti.

Un immobile acquistato da una parente stretta di un dirigente comunale da una ditta riconducibile al legale rappresentante dell’Ati che si è aggiudicata l’appalto.

Incarichi esterni a professionisti, almeno uno dei quali (che secondo il Gip ha anche dichiarato il falso), remunerato con oltre 162mila euro, riconducibile ad altro professionista incaricato dal Comune come supporto al Rup.

Addirittura verificare se il terreno oggetto dei lavori sia di competenza del Comune oppure della Regione.

Verificare se “i fondi stanziati per le zone da bonificare sarebbero di fatto oggetto di spreco di ingenti pubbliche risorse, intervenendosi su porzioni di territorio non interessate da pregressi e significativi processi di inquinamento”, in pratica se i terreni interessati da bonifica fossero davvero inquinati. Cosa non verificata dal Comune. Mancata analisi di rischio sull’area interessata.

E ancora: “considerato che nel novero delle numerose anomalie emerse sia dato iscrivere perplessità di non poco momento in merito alla scelta, effettuata dalla commissione giudicatrice, di eleggere a proprio interlocutore” un’Ati (associazione temporanea di scopo) che aveva avuto il punteggio più basso come offerta economica.

“Altra anomalia si evince nella scelta di procedere alla valorizzazione di soggetti esterni all’ente appaltante (il Comune ndr) in spregio di quanto ordinariamente previsto”.

Queste sono solo alcune delle perplessità sollevate dal Gip, Michele Ciociola, del Tribunale di Crotone che ha rigettato la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura della Repubblica dello stesso Tribunale in merito ai lavori di bonifica dell’area archeologica ex Montedison.

Secondo il Giudice per le indagini preliminari ci sono “numerose anomalie” rilevate “dall’accurata indagine svolta dalla Guardia di Finanza” che meritano di essere approfondite ed è per questo che ha concesso altri sei mesi di indagini alla polizia giudiziaria che procede.

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