Sarà la Corte Costituzionale a pronunciarsi sulla legittimità delle norme che, nell’ordinamento italiano, non consentono alla persona offesa di ricusare il giudice per le indagini preliminari. L’udienza è stata fissata per il 20 maggio 2026 e nasce da una vicenda giudiziaria legata al caso di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di Crotone ucciso il 7 ottobre 2024 nel quartiere Lampanaro da un colpo di pistola esploso dal poliziotto Giuseppe Sortino. La questione è stata sollevata dai legali della famiglia Chimirri, Tiziano Saporito e Andrea Filici, che contestano l’impossibilità per la persona offesa di chiedere la ricusazione del giudice in situazioni in cui venga ritenuta compromessa l’imparzialità del magistrato.
Al centro della vicenda vi è la posizione della Gip Elisa Marchetto, che in un precedente provvedimento relativo al caso aveva qualificato l’episodio come un “estremo atto di autodifesa”. Successivamente la stessa giudice è stata designata per valutare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti del poliziotto. I legali della famiglia avevano quindi presentato istanza di ricusazione, sostenendo che quella precedente valutazione potesse incidere sull’imparzialità del giudizio. Tuttavia, la Corte d’Appello di Catanzaro ha dichiarato l’istanza inammissibile, rilevando che, secondo la normativa vigente, la persona offesa non è considerata “parte” del procedimento e quindi non può formalmente chiedere la ricusazione di un magistrato.
La decisione è stata impugnata davanti alla Corte di Cassazione, che ha ritenuto la questione meritevole di approfondimento sul piano costituzionale e ha quindi rimesso gli atti alla Consulta. Secondo quanto sostenuto dai difensori della famiglia Chimirri, nel provvedimento del 3 dicembre 2024 il giudice non si sarebbe limitato a una valutazione preliminare degli elementi raccolti, ma avrebbe delineato una ricostruzione completa dei fatti, aderendo – secondo la tesi difensiva – alla versione dell’indagato.
Parallelamente, la vicenda è approdata anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha dichiarato ricevibile il ricorso presentato dalla famiglia della vittima. I legali sostengono che l’indagine non sarebbe stata condotta in maniera pienamente efficace e che alcune circostanze iniziali, tra cui le prime dichiarazioni spontanee dell’indagato sulla natura accidentale dello sparo, non sarebbero state adeguatamente considerate nel corso delle indagini. Tra i punti contestati figura inoltre un presunto deficit di imparzialità oggettiva.
Nel frattempo, il 28 luglio 2025, il Gip ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Giuseppe Sortino, ritenendo sussistenti i presupposti della legittima difesa. L’esito del giudizio davanti alla Corte Costituzionale potrebbe però incidere sugli sviluppi del caso. Qualora la Consulta dovesse dichiarare illegittime le norme contestate, l’archiviazione potrebbe essere rimessa in discussione.
Notizie correlate
7 Ottobre 2025Consulta chiamata a decidere sul diritto delle vittime di ricusare il giudice: il caso parte dall’omicidio di Francesco Chimirri
22 Luglio 2026Caso Chimirri, la Consulta apre alla ricusazione del giudice da parte delle vittime
18 Dicembre 2024Omicidio Chimirri: disposti i domiciliari per i 4 familiari
13 Febbraio 2026Verso il referendum costituzionale di marzo: tutte le disposizioni della Prefettura



