Crotone,
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Coronavirus, crotonesi bravissimi: ma dal 4 maggio serve ancora più responsabilità

foto: CrotoneNews

Tocca a noi. Tocca a noi continuare a combattere il Covid 19 (coronavirus). Tocca a noi non vanificare tutti i sacrifici che medici, infermieri, scienziati, operatori socio sanitari stanno facendo per salvare migliaia di vite.

I dati del Crotonese sono incoraggianti e significano che fino a questo momento non siamo stati bravi, ma bravissimi.

Dall’inizio della pandemia ad oggi (1 maggio) nel territorio della provincia di Crotone i casi di positività accertati sono stati 117 (più una persona non crotonese e subito dopo trasferita al suo domicilio, che era in acque territoriali e alla quale il tampone è stato fatto a Crotone). Significa che siamo stati bravissimi a non far circolare il virus. Significa che i provvedimenti adottati dalle Autorità hanno salvato tante vite.

Abbiamo anche avuto notizia che da oggi il numero di ricoverati in terapia intensiva a Crotone è zero. Abbiamo avuto notizia che la metà delle persone risultate positive sono guarite (59) e che in ospedale al momento ci sono 12 persone ricoverate.

Il Covid 19 si è portato via sei fratelli di questa comunità che è il Crotonese con profondo dolore dei familiari e degli amici.

Adesso tocca ancora a noi.

A partire dal prossimo 4 maggio alcune misure saranno allentate e pian piano alcune cose potranno tornare se non alla normalità quasi.

Ma proprio questo sarà il momento più delicato, il momento in cui potremmo farci prendere dai facili entusiasmi e rovinare tutto quanto di buono è stato fatto fino ad oggi.

Adesso tocca ancora a noi essere responsabili e intelligenti, non farci sfuggire l’occasione di combattere ancora contro il Covid 19.

Arrivano appelli da tutte le parti, ma quelli che hanno più senso in questo caso sono quelli di scienziati e medici. Nessuno meglio di loro può indicarci la strada giusta in questa occasione. La strada da percorrere per essere ancora combattenti per la salute nostra e di chi ci sta a cuore.

Dal 4 maggio occorrerà comunque continuare ad osservare regole che salvano la vita a noi e ai nostri familiari: mascherine, disinfettanti e distanze. Sono queste le regole che aiuteranno tutti noi a continuare ad essere bravissimi in questa battaglia.

Confondere questo momento con il via libera a tutto sarebbe l’errore più grave che potremmo commettere, come dicono medici e scienziati.

Qualcuno pensa che sia tutto finito e questo potrebbe costarci davvero carissimo. Quando dobbiamo uscire di casa pensiamo alle distanze, alle mascherine e ai detergenti per le mani, come ad un farmaco salva vita, senza il quale quella vita che tanto amiamo si rischia di perderla o di farla perdere a qualcuno a cui vogliamo bene.

Sono sicuro che tutti noi vorremmo tornare alla vita di tutti i giorni, correre a perdifiato, abbracciare chi non vediamo da due mesi, andare a baciare il quadro della Madonna di Capocolonna, passare da piazza Pitagora e vedere il teatro dei Fratelli Ferraiolo, ma in questo momento non è possibile. Tornerà ad esserlo, ma per ora medici e scienziati ci chiedono soltanto una cosa molto semplice: responsabilità. Cerchiamo tutti di averne tanta e di infonderla anche a qualcuno che sicuramente non ce l’avrà.