Nuovo stop alla bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone. Dall’8 gennaio, come comunicato da Eni Rewind, sono state sospese le attività di scavo nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola Sud, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM, rifiuti radioattivi non previsti nel progetto autorizzato. Una notizia che riaccende i riflettori su una vicenda che si trascina da oltre vent’anni e che, secondo Arci Crotone, conferma quanto denunciato a più riprese nel tempo: “Da anni – afferma il presidente Filippo Sestito – segnaliamo l’assenza di trasparenza e l’assordante silenzio di Eni, del Ministero dell’Ambiente e dei loro referenti locali. Nessuno ha voluto ascoltare”.
L’associazione ricorda anche il ricorso presentato al TAR per opporsi al progetto di trasformazione dell’area SIN dell’ex Pertusola in una discarica definitiva di rifiuti altamente pericolosi, da sempre ritenuti anche radioattivi. “Oggi – sottolinea Arci – i fatti confermano quelle preoccupazioni”. Secondo l’associazione, le responsabilità affondano le radici nelle scelte compiute negli anni passati, quando furono autorizzate discariche fronte mare prive di adeguata impermeabilizzazione del fondo. Discariche che, in oltre 25 anni, avrebbero contribuito alla contaminazione di suolo, falde e mare, con pesanti ricadute ambientali e sanitarie sul territorio.
“La bonifica è partita più di vent’anni fa – prosegue la nota – e oggi scopriamo che le caratterizzazioni sono state fatte in modo superficiale, o peggio che si è fatto finta di non sapere cosa ci fosse davvero sotto i nostri piedi”. A rendere il quadro ancora più grave è la constatazione che, attualmente, non esistono in Italia né in Europa impianti autorizzati allo smaltimento di questa tipologia di rifiuti radioattivi. Una situazione che blocca nuovamente gli interventi e allunga ulteriormente i tempi.
Nel frattempo, denunciano i movimenti e le associazioni, i ritardi si accumulano e le responsabilità restano senza conseguenze, mentre la popolazione continua a pagare il prezzo più alto in termini di salute e prospettive future. “Crotone – conclude Arci – resta una terra dimenticata, nonostante le promesse di rilancio e le dichiarazioni sulle ‘magnifiche sorti e progressive’ della Calabria, come ribadito anche dal presidente Roberto Occhiuto. Qui, però, i problemi restano e le soluzioni continuano a non arrivare”.
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