Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) nell’area della discarica fronte mare dell’ex Pertusola, a causa del rinvenimento di materiali TENORM – rifiuti radioattivi di origine naturale tecnologicamente potenziata. Una scoperta che Comune e Provincia di Crotone non considerano un semplice intoppo tecnico, ma l’ennesimo ostacolo a un processo atteso da decenni.
Le amministrazioni locali tuonano contro la decisione di Eni, che da tempo sostiene l’impossibilità di bonificare la discarica “Farina Trappeto” per mancanza di impianti idonei, in Italia o all’estero, capaci di gestire TENORM con amianto. “Non ci convince”, dichiarano in una nota congiunta, ricordando come nell’ultimo tavolo interistituzionale in Prefettura abbiano già richiesto una valutazione tecnica dettagliata e verificabile.
Al momento, le alternative sembrano precluse. I rifiuti non possono finire nella discarica Sovreco locale, priva delle autorizzazioni necessarie, né si può ipotizzare un impianto di scopo nel sito Pertusola: il “fattore di pressione discariche” nell’area supera i limiti normativi, bloccando ogni nuova realizzazione. Sotto accusa anche l’ipotesi di attenuazione naturale potenziata (ENA), giudicata inadeguata per i suoli altamente contaminati, perimetrati già nel 2022 e stimati in 360 mila metri cubi di terreno. Qui, insistono gli enti, serve il soil mixing immediato.
Resta cruciale il destino finale dei rifiuti. Comune e Provincia difendono le prescrizioni del PAUR regionale, che impongono il conferimento fuori Calabria, e pretendono che lo “scouting” di Eni su impianti esteri sia vagliato da tutti gli organismi tecnici. Solo se l’impossibilità fosse provata definitivamente, Eni Rewind o Edison dovrebbero realizzare un impianto di confinamento fuori regione: né Sovreco né soluzioni in situ sono praticabili.
Parlare di “nuova scoperta” significa, per le istituzioni, sminuire anni di studi e analisi, con effetti che gravano su cittadini e territorio. Da qui l’appello urgente al Ministero dell’Ambiente per una conferenza dei servizi con tutte le parti coinvolte, a richiamare Eni alle responsabilità.
«Non sono più accettabili rinvii, sospensioni o continui cambi di scenario», affermano il presidente della Provincia Fabio Manica e il sindaco Vincenzo Voce. Rivolgono un appello alla città: «Prevalga unità e senso di responsabilità. La bonifica del SIN non è politica, ma questione di salute pubblica, tutela ambientale e futuro del nostro territorio». Comune e Provincia promettono di spingere con ogni mezzo istituzionale e di tenere informata la popolazione. «La bonifica del SIN di Crotone – concludono – non può e non deve fermarsi ancora».
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