Crotone,

Il Mibact rivoluziona i vertici dell’archeologia in Calabria

Il cemento gettato a Capocolonna

Gregorio Aversa direttore del Museo di Crotone del Parco e Museo  di Capocolonna e del Parco Scolacium

L’attuale direttore del Museo nazionale archeologico di Crotone, Gregorio Aversa, dal prossimo 5 novembre sarà anche direttore del Parco archeologico e museo di Capocolonna e del Parco archeologico e museo di Scolacium a Roccelleta di Borgia.
La ho deciso il Ministro dei Beni culturali e archeologici Dario Franceschini che di fatto ha portato a compimento la sua riforma.
Il ministro ha nominato 114 direttori di musei statali (tutti dipendenti del Mibact) che non prevedono il ruolo di Dirigente bensì quello di Funzionario. Si tratta di 48 storici dell’arte, 36 archeologi, 30 architetti che prenderanno ufficialmente l’incarico in prossimo 5 novembre.
«Finalmente il nostro Paese – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – si è dotato di un sistema museale statale moderno e dinamico. I musei non sono più meri uffici delle Soprintendenze ma, come avviene in tutto il mondo, realtà a sé stanti, capaci di gestire programmazione e risorse. Un deciso salto in avanti verso la piena valorizzazione del patrimonio culturale nazionale».
In Calabria sono stati nominati anche: Giuseppina Mari direttrice della Galleria nazionale di Cosenza; Rossella Agostino direttrice del Parco archeologico e museo di Locri e Museo archeologico di Caulonia; Vincenzo Ammendolia direttore del Castello di Le Castella, della Cattolica di Stilo e della Chiesa di San Francesco d’Assisi di Gerace; Adele Bonofiglio direttrice del Museo archeologico nazionale e Parco di Sibari e del Museo nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia; Domenico Belcastro direttore del Museo statale di Mileto.
Questo il comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Mibact: “La riforma Franceschini si è completata con la nomina dei direttori dei musei statali non dirigenziali. Selezionati tra il personale interno del ministero, sono 114 – tra funzionari storici dell’arte, architetti e archeologi – le figure che dal 5 novembre entreranno nel pieno delle loro funzioni per guidare queste nuove realtà chiamate a dotarsi di un proprio statuto e adottare una contabilità certa e trasparente. In particolare, si tratta di 48 storici dell’arte (42% del totale degli incaricati), 36 archeologi (31,5%) e 30 architetti (26,5%). La gestione sarà divisa in aree funzionali, con un responsabile per le collezioni, lo studio, la ricerca e la didattica, il marketing, il fundraising, l’amministrazione e la sicurezza.
Lo statuto, messo a punto di concerto con i direttori dei rispettivi poli museali regionali, definirà l’identità di ogni singolo museo. La contabilità trasparente – non un vero e proprio bilancio, quanto un documento contabile – permetterà per la prima volta di rendere chiaro quanto ogni istituto riceve e ricava in termini di risorse e come impiega tali risorse. I musei statali italiani, così come prevedono le linee guida dell’International Council of Museums, si articoleranno in aree professionali: accanto al direttore potrà essere nominato un curatore e conservatore delle collezioni incaricato anche delle attività di studio, ricerca e didattica, un responsabile dei rapporti con il pubblico, del marketing e della raccolta fondi, un responsabile dell’amministrazione e un responsabile per gli allestimenti e la sicurezza”.

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