Crotone,
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Crotone, i mille pensieri di Stroppa: la testa alla famiglia, alla fine della pandemia, a una ripresa del campionato

Giovanni Stroppa

Nella musica esistono “gli animali da palco”. Facendo un parallelo, nel calcio potrebbero esserci “gli animali da campo”. Gente appassionata, scrupolosa, che ama visceralmente quella passione diventata poi lavoro. Potrebbe essere il caso di Giovanni “Giovannino” Stroppa, una delle perle di Zemanlandia, giocatore dotato di una tecnica sopraffina e che è arrivato sul tetto del mondo con il grande Milan, conquistando una Coppa dei Campioni, due Super Coppe Europee e due Intercontinentali, togliendosi anche lo sfizio di andare a rete contro l’Olimpia Asuncion. È il 17’ del secondo tempo: il Milan sviluppa un’azione straordinaria sulla destra con due tipetti che si chiamano Tassotti e Van Basten, il Cigno di Utrecht conclude, palla deviata sul palo e tap-in vincente di Stroppa.

Il 9 dicembre del 1990 a Tokyo, distante 9711 chilometri dalla sua Mulazzano, Stroppa è all’apice della sua carriera. È uno dei pochi calciatori ad aver giocato con due maestri che hanno cambiato il mondo del calcio in quel periodo, ovvero Zdeněk Zeman e Arrigo Sacchi. E a vederlo oggi, pensandoci bene, forse da lui non si poteva pretendere un calcio diverso. È ovvio, sono passati tanti anni, ma le influenze, quelle rimangono. A distanza di 30 anni da quel gol si trova al timone del Crotone, col campionato sospeso nel vuoto, così come il resto del Paese e del mondo. Anche per lui, così come per Mustacchio, è un momento particolarmente difficile, visto che la sua famiglia in questo momento vive proprio nell’epicentro dell’epidemia da Coronavirus in Italia. “A casa mia – conferma Stroppa – devo dire che la situazione è molto complicata. Mia moglie, i miei figli, mia mamma e mio fratello mi raccontano, parlano di una situazione inverosimile, e quello che vediamo nei telegiornali è qualcosa di estremamente eccezionale in questo senso”.

L’allenatore, da buon “animale da campo”, non pensa assolutamente alla fine anticipata del campionato, che potrebbe anche significare promozione diretta per il Crotone. Vuole sudare, tornare in campo, gridare e fischiare per i cambi di gioco da una parte all’altra. In buona sostanza: vuole guadagnarsela fino alla fine.

“Sono assolutamente d’accordo su un’eventuale ripresa dei campionati, vorrei che si portassero a termine. È chiaro che prima bisogna vedere quanto durerà ancora questa situazione, dopodiché spero che si possa concludere la stagione. Ovviamente non è una decisione che posso prendere io, decideranno i vertici. Rimaniamo in attesa e vedremo come andrà a finire”.

Anche senza allenamenti il lavoro di Stroppa non si ferma. Oggi la tecnologia è parte integrante del calcio, soprattutto per uno staff tecnico che cura ogni singolo particolare. “Grazie ad internet – conferma – guardiamo tante partite, da quelle meno recenti a quelle relative a questa stagione. Ma è anche l’occasione giusta per leggere un buon libro e guardare alcune belle serie televisive. Con lo staff siamo sempre in contatto e con qualcuno di loro viviamo insieme, c’è estrema sintonia. Parliamo dei programmi individuali, tra forza e lavoro aerobico da fare per i ragazzi”. Vuole concluderlo questo campionato Stroppa, una “stagione eccellente”, in cui tutto “stava andando nel miglior modo possibile e avevamo agguantato il secondo posto. La squadra stava andando a mille, era in salute e sembrava potesse non fermarsi più. Ovviamente, in questo senso, dispiace”. Nelle prossime settimane potrebbe capirsi qualcosa in più, nel frattempo il Paese, compreso il mondo dello sport, è impegnato in questa battaglia che viene prima di tutto. Il presidente Gianni Vrenna ha dimostrato ancora una volta la sua generosità e non si è tirato indietro, come suo solito. Perché il Crotone calcio è Crotone. E se ci si rialza, lo si farà tutti insieme. Magari festeggiando, ancora una volta, qualcosa di straordinario.