Il Rendiconto 2025 del Comune di Cirò Marina incassa il parere favorevole dell’Organo di revisione, ma continua ad alimentare il confronto politico sui conti dell’Ente. A sollevare dubbi e preoccupazioni è il gruppo consiliare Cirò Marina Bene Comune, che in Consiglio comunale ha espresso voto contrario al documento contabile.
Per il gruppo di opposizione, il punto non riguarda soltanto la possibilità tecnica di approvare il Rendiconto, ma la lettura politica e amministrativa dello stato di salute finanziaria del Comune. Secondo Cirò Marina Bene Comune, infatti, la relazione del revisore metterebbe in evidenza una serie di criticità ancora aperte: liquidità, riscossione dei crediti, gestione dei residui, anticipazione di tesoreria e tempi di pagamento.
“Un conto è dire che il Rendiconto è contabilmente approvabile, un altro è sostenere che i conti del Comune siano ormai solidi”, ha dichiarato il consigliere Giuseppe Facenza, spiegando le ragioni del voto contrario. Per l’esponente di Cirò Marina Bene Comune, il quadro che emerge non sarebbe quello di un Ente pienamente risanato, ma di un Comune che continua a convivere con una condizione di fragilità finanziaria.
Uno dei dati al centro della discussione è il risultato di amministrazione, pari a circa 32,8 milioni di euro. Una cifra che, secondo l’opposizione, non può essere letta come disponibilità effettiva dell’Ente. Una volta sottratti accantonamenti, vincoli e somme destinate agli investimenti, la parte realmente disponibile risulterebbe infatti negativa per oltre 4,18 milioni di euro. Gli accantonamenti, inoltre, supererebbero da soli l’intero risultato lordo di amministrazione.
Il gruppo consiliare riconosce un miglioramento rispetto agli esercizi precedenti, in particolare rispetto al 2023 e al 2024, ma invita a non confondere un percorso di recupero ancora in corso con una situazione finanziaria definitivamente risolta.
Tra gli elementi considerati più delicati c’è poi il fondo di cassa, che risulterebbe pari a zero da oltre tre anni. Un dato che, secondo Cirò Marina Bene Comune, dovrebbe spingere l’amministrazione a presentare un piano chiaro per uscire da questa condizione, indicando entrate concrete, tempi e obiettivi misurabili. Per l’opposizione, il rispetto degli equilibri formali non basta se il Comune continua a non disporre di una cassa propria.
Particolare attenzione viene riservata anche al tema della riscossione. All’inizio del 2025 il Comune avrebbe avuto oltre 116 milioni di euro di residui attivi, cioè crediti ancora da incassare. Nel corso dell’anno ne sarebbero stati riscossi circa 10,5 milioni, pari a circa il 9%. A fine esercizio resterebbero iscritti oltre 102 milioni di euro di residui attivi.
Per il gruppo consiliare si tratta di una questione non solo tecnica, ma politica. I crediti iscritti in bilancio, se non si trasformano in incassi reali, continuano infatti a pesare sulla gestione dell’Ente. Da qui la richiesta di una strategia più incisiva sul fronte del contrasto all’evasione e del recupero delle somme dovute, anche alla luce dei rilievi contenuti nella relazione del revisore.
La difficoltà nella riscossione avrebbe effetti diretti anche sulla capacità del Comune di pagare nei tempi dovuti. L’indicatore di tempestività dei pagamenti sarebbe pari a 76,81 giorni e, nel solo 2025, risulterebbero oltre 9,4 milioni di euro di pagamenti effettuati oltre la scadenza. Sui residui passivi iniziali, superiori a 85 milioni di euro, nell’anno sarebbero stati pagati circa 19,7 milioni, poco più del 23%.
Secondo Cirò Marina Bene Comune, i ritardi nei pagamenti rischiano di produrre conseguenze per imprese, professionisti e fornitori, oltre che per l’intera comunità, perché possono generare interessi, contenziosi e ulteriori costi a carico del bilancio pubblico.
Nel documento politico viene richiamato anche il tema dei precedenti dissesti, le cui cause sarebbero state legate, tra le altre cose, alla scarsa capacità di riscossione, alla rigidità della spesa, alla debolezza dei controlli, alla gestione dei debiti e alle criticità organizzative del servizio finanziario. Per l’opposizione, alcune di queste fragilità sarebbero ancora presenti e non potrebbero essere sottovalutate.
Il voto contrario, precisa il gruppo consiliare, non nasce da una posizione pregiudiziale nei confronti dell’amministrazione, ma dalla volontà di esercitare un ruolo di controllo sui conti dell’Ente. Cirò Marina Bene Comune afferma di non voler negare i miglioramenti registrati, ma contesta la rappresentazione di un Comune che avrebbe ormai superato le proprie difficoltà finanziarie.
“Un Comune con cassa zero, che ricorre all’anticipazione di tesoreria tutti i giorni dell’anno, che riscuote appena il 9% dei vecchi crediti e che conserva oltre 102 milioni di residui attivi non può essere raccontato come un Comune che ha definitivamente risolto i propri problemi finanziari”, sostiene il gruppo.
Da qui l’appello a una gestione più trasparente e concreta, capace di migliorare la riscossione, ridurre i tempi di pagamento, riportare la cassa in positivo e limitare il ricorso all’anticipazione di tesoreria. Su questi temi, annuncia Cirò Marina Bene Comune, proseguirà l’attività di opposizione e controllo in Consiglio comunale.
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