L’opposizione consiliare di Strongoli ha annunciato la decisione di non partecipare alla prossima seduta del Consiglio comunale, convocata per l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio e per la surroga del consigliere dimissionario. Una scelta motivata da quella che viene definita una gestione “approssimativa e poco responsabile” dell’attività consiliare, emersa con forza dopo l’annullamento dell’ultima seduta per la sopravvenuta indisponibilità di alcuni consiglieri di maggioranza.
Secondo i consiglieri di minoranza, il Consiglio comunale – massimo organo democratico dell’ente – non può essere trattato con leggerezza né subordinato a dinamiche organizzative che avrebbero dovuto essere affrontate e risolte per tempo. Per questo motivo, spiegano, non intendono “legittimare un teatrino politico privo di credibilità, visione e rispetto per le istituzioni”, ritenendo venute meno le basi per un confronto serio e trasparente.
Nel mirino dell’opposizione finisce direttamente l’operato del Sindaco Benincasa, accusato di aver certificato, nelle ultime settimane, un vero e proprio fallimento politico. Il susseguirsi di decreti, convocazioni e revoche del Consiglio comunale, unito alle dimissioni e alle rapide riassegnazioni di incarichi, avrebbe prodotto – secondo la minoranza – una gestione confusa e improvvisata. In pochi mesi, vengono ricordati, si sono alternati tre Vice Sindaci e tre Presidenti del Consiglio, spesso con dimissioni motivate da ragioni personali superate nel giro di poche ore.
Questa instabilità, sostengono i consiglieri, sta paralizzando l’ente e trasformando l’amministrazione in un luogo di scontri interni e regolamenti di conti, rendendo di fatto impossibile una programmazione seria e continuativa sul territorio. Gli incarichi, assegnati e revocati con estrema rapidità, non consentirebbero agli assessori di operare con efficacia.
L’opposizione rivendica inoltre un dato politico che, a suo giudizio, non può essere ignorato: pur essendo formalmente minoranza in Consiglio, con sei consiglieri contro i sette della maggioranza, rappresenterebbe la maggioranza numerica dei cittadini in termini di voti ricevuti. Un elemento che rafforzerebbe l’idea di un Sindaco ormai isolato e interessato unicamente a mantenere la propria posizione.
Da tempo, aggiungono i consiglieri, vengono richiesti strumenti minimi di partecipazione democratica: dalla Conferenza dei capigruppo, mai concessa, alla trasmissione in diretta dei Consigli comunali, ottenuta solo dopo ripetute sollecitazioni. Criticata anche la comunicazione istituzionale, giudicata parziale e autoreferenziale, incapace di raccontare le reali necessità della comunità.
Alla luce di questo quadro, l’opposizione annuncia che non prenderà parte ai futuri Consigli comunali fino a quando non verranno ripristinate condizioni minime di dignità, correttezza e trasparenza. “La nostra assenza non è una fuga, ma un atto di coerenza”, dichiarano i consiglieri, che concludono chiedendo le dimissioni immediate del Sindaco e il ritorno della parola agli elettori.
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