La nuova indagine annuale de Il Sole 24 Ore sulla Qualità della Vita 2025 offre una fotografia preoccupante della provincia di Crotone. L’analisi, basata su 90 indicatori certificati, colloca il territorio al 105° posto su 107 province italiane, davanti solo a Siracusa e Reggio Calabria. Numeri che non rappresentano una condanna, ma un campanello d’allarme che impone, secondo il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, una riflessione politica matura e misurabile.
Nel settore Affari e Lavoro Crotone si posiziona al 105° posto. Restano critici alcuni indicatori chiave: infortuni gravi sul lavoro, disoccupazione giovanile, mancata partecipazione al mercato occupazionale, scarsa incidenza dell’export, aumento della cassa integrazione. Non mancano però elementi positivi, come la crescita delle startup innovative e un trend turistico in miglioramento, segnali che denotano la presenza di realtà imprenditoriali dinamiche ma ancora prive di un piano strategico complessivo.
Il territorio mostra margini di recupero sul fronte ambientale. La raccolta differenziata cresce (+56,9%), ma rimane bassa la posizione generale (98ª). Critici i dati relativi a: rischio idraulico e alluvioni, dispersione idrica (36%), trasporto pubblico insufficiente, consumo di suolo in aumento, servizi carenti per anziani e bambini. Particolarmente significativa l’assenza totale di informazioni riguardanti la qualità dell’aria (NO₂, ozono, PM10, PM2.5), un vuoto che impedisce di valutare un tema cruciale per la salute e la pianificazione urbana.
Il dato più allarmante riguarda la diminuzione dei laureati tra i 25 e i 39 anni: –19,8% in un solo anno. Una perdita di competenze e opportunità che, sottolinea Stelvio Marini, rappresenta “un impoverimento strutturale per il futuro della provincia”. Crotone resta nella fascia bassa per ricchezza e consumi, con valori che confermano un quadro di povertà strutturale. Sul fronte giustizia e sicurezza, la provincia è al 78° posto: aumentano in modo significativo fenomeni come truffe informatiche, lesioni dolose, sfruttamento, traffico di stupefacenti e contrabbando. Nel settore cultura e tempo libero, l’unico dato positivo riguarda la crescita delle librerie. L’Indice di sportività 2025 relega Crotone al 101° posto, ridimensionando lo slogan “Città dello Sport” e denunciando carenze in eventi, strutture, turismo sportivo e programmazione.
Per Marini, la classifica non deve generare rassegnazione ma consapevolezza. “La provincia di Crotone non è un simbolo astratto da utilizzare nelle campagne elettorali, è una comunità reale con bisogni concreti”, afferma nel suo intervento. La richiesta è chiara: meno propaganda, più pianificazione, risposte documentabili e verificabili nel tempo. “Bisogna passare dalla reazione emotiva alla responsabilità matura. Solo così il territorio può tornare a crescere”, conclude Marini.
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