Il tema del Centro Storico torna al centro del dibattito cittadino. Nei giorni scorsi Stelvio Marini, esponente del Direttivo Provinciale di Fratelli d’Italia, ha diffuso una nota in cui richiama l’urgenza di un intervento organico sul quartiere antico di Crotone, definito al tempo stesso “cuore identitario della città” e area “seg segnata da spopolamento, degrado e insicurezza”.
Marini accoglie positivamente le recenti dichiarazioni del vicesindaco e l’intenzione dell’amministrazione comunale di riportare il Centro Storico tra le priorità dell’agenda pubblica. Allo stesso tempo, sottolinea come non bastino “iniziative estemporanee o campagne di sensibilizzazione” per invertire una tendenza che dura da oltre vent’anni.
Secondo i dati riportati, nel quartiere risiedono oggi circa 2.200 persone, suddivise in circa 1.130 famiglie. Un numero quasi dimezzato rispetto al passato, accompagnato da un crescente numero di immobili vuoti, esercizi chiusi e situazioni di fragilità sociale sempre più diffuse.
Marini attribuisce a questa regressione una serie di fattori intrecciati: il degrado edilizio, l’abbandono degli immobili, la microcriminalità, lo spaccio di droga nelle vie meno frequentate e fenomeni di prostituzione. “Le forze dell’ordine – sottolinea – rappresentano un presidio quotidiano indispensabile, ma non possono essere lasciate sole”.
Nel suo intervento emerge inoltre una forte denuncia sul “mercato parallelo” degli affitti irregolari, che coinvolgerebbe sia italiani che stranieri: locali fatiscenti ceduti a prezzi fuori mercato, sovraffollamento in appartamenti e un crescente fenomeno di subaffitti non dichiarati. Un sistema che, secondo Marini, alimenta degrado e sfruttamento e che richiederebbe controlli specifici su stabili e condizioni abitative.
A questo quadro si aggiunge anche la mancanza di un regolamento chiaro per gli interventi nel Centro Storico: dall’utilizzo dei materiali al restauro, fino alla tutela degli edifici di valore storico. Un vuoto normativo che – sostiene – rallenta ogni tentativo di riqualificazione.
Un passaggio del suo intervento è dedicato agli esercenti che continuano a operare nella zona, definiti “un esempio di resistenza civile” in un contesto difficile. Per Marini, la rinascita del quartiere passa da una governance condivisa che coinvolga istituzioni, cittadini, professionisti, associazioni culturali e forze dell’ordine.
“Il cuore antico di Crotone – conclude – non può essere lucidato solo in occasione delle foto di rito. Va bonificato, restituito alla comunità e messo nelle condizioni di tornare a battere”.
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