Crotone, 
Tempo di lettura: 7m 48s

Regionali 2025: chi vince festeggia, chi perde… aspettiamo che spieghi

Torno a scrivere e a disturbarvi solo per un attimo. Lo faccio su CrotoneNews che è la testata giornalistica da me fondata nel 2015 insieme a Rocco Meo.
Ho atteso una settimana dalla fine dello scrutinio per capire le reazioni della politica alle elezioni regionali. Ho atteso vanamente, perché a parte qualche uscita di singoli in stile Giovanna d’Arco, ma poi ridottasi a “Signora maestra non è stato lui a rubarmi la merendina, ho sbagliato”, e qualche pietanza dall’aspetto succulento sui profili social, non è che ci sia stata poi una vera e propria presa di coscienza. Per citare una delle persone che stimo di più nella mia vita, Julio Velasco, “chi vince festeggia, chi perde spiega”. Di spiegazioni, però, nemmeno l’ombra.

Andiamo per gradi: astensionismo.
L’esercizio della democrazia delle urne dice che chi prende più voti governa. E non è un referendum abrogativo in cui serve il quorum del 50% degli aventi diritto al voto. La Calabria continua a far votare 4 persone su dieci, una parte di questi si sono allontanati completamente dalla vita politica, con somma gioia di chi governa da 25 anni (opposizione e maggioranza); una grossa parte non riesce a votare. E forse il nodo è proprio questo: quanti sono gli elettori calabresi residenti fuori regione? Quanti di questi avrebbero voluto votare? Nell’era dello Spid, della carta di identità elettronica possibile che ancora non si sia trovato un modo per far votare telematicamente i residenti fuori regione? Oppure è una volontà politica quella di non mettere rimedio a questa situazione? Attenzione, però, perché è vero che i politici e i politicanti attuali sono gattopardeschi, cambiare tutto per non cambiare niente, ma è anche vero che il “tanto sono tutti uguali, fanno tutti schifo” facilità le cosiddette truppe cammellate che vanno a votare solo ed esclusivamente per interesse e non per opinione. Questo fa molto comodo a chi ha già una posizione politica stabile da decenni, perché continuerà ad averla.

La ‘ndrangheta
La ‘ndrangheta in Calabria vota e fa votare, ma guai a pensare che voti solo da una parte. La più potente organizzazione criminale ha referenti ovunque e vince sempre. A volte sono i personaggi che cercano la ‘ndrangheta per le elezioni e non il contrario, come per esempio emerso in tante operazioni in Lombardia.

Vincitori
Ha vinto Roberto Occhiuto e la colazione di centrodestra, esattamente come era fin troppo facilmente prevedibile. Una campagna elettorale fatta in fretta e furia, ma con i vincitori che governavano già e avevano dalla loro tutti i pronostici. Il primo partito in Calabria è Forza Italia, seguito dalla lista del presidente Occhiuto, poi FdI, Lega e così via. Non c’è stato il tanto temuto sorpasso di FdI a Forza Italia, non c’è stato il plebiscito per la Lega (ancora stento a capire certe dinamiche in Calabria o le capisco benissimo, devo decidere), ma sicuramente ora gli equilibri nella maggioranza sono chiari e netti. Ed è questo che voleva Occhiuto quando si è dimesso e ricandidato nello stesso giorno. Il presidente della Regione è stato un abile giocatori di scacchi, ma in questo caso il rischio di perdere era quasi pari a zero. Ancora non sappiamo per certo la distribuzione dei seggi, anche perché in Calabria esiste una legge elettorale che sembra un labirinto, ma anche in questo caso nessuno ci vuole mettere mano.

Sconfitti
Il centrosinistra ne esce a pezzi, ma non diverso dalle ultime e penultime elezioni regionali. Il 41.73% di Pasquale Tridico è né più né meno il risultato delle scorse elezioni se sommiamo il 27.68 di Amalia Bruni al 16.17 di Luigi De Magistris. Anzi, per dirla tutto, la figura di Pasquale Tridico aveva dato un barlume di speranza agli elettori del centrosinistra e chiunque altro al suo posto avrebbe rasentato una percentuale molto più bassa. Il PD e il M5S si attestano su percentuali più o meno simili alle elezioni del 2021, se volete è una cosa buona, non si perdono consensi, ma se volete parte due, significa che in quattro anni non sono riusciti a conquistare nemmeno un 1% di elettori.

La mia città senza pietà (Luca Carboni)
Forza Italia guadagna cinque punti percentuali rispetto al 2021; FdI un 1.85% in più; la Lega passa da 4.05% a 3.27%, mentre si affaccia Noi Moderati con un 13.87% che si attesta dietro FI e la lista Occhiuto presidente che guadagna un 18.16% e si mette alle spalle i principali partiti del Governo nazionale. Una vittoria senza precedenti di Occhiuto e dei suoi candidati evidentemente.
Nel centrosinistra il primo partito è il M5S (12.01%) che porterà in Consiglio regionale Elisabetta Barbuto appena Tridico opterà per Bruxelles. E questo è il risultato migliore che potesse ottenere la coalizione se si somma pure l’8.78% della lista Tridico presidente. ma non il PD. Il Partito Democratico ormai è un ricordo e cammina sulle sue ceneri, ma i fantasmi ancora non se ne sono accorti. Il PD che già nel 2021 era alla canna del gas con un risicato 10.55%, in quattro anni perde il 2.43% e arriva al 8.12% con una miseria di voti 1567. Il Partito Democratico si è liquefatto, non esiste più, ma forse da anni, da quando cioè non è stato in grado di presentare un proprio candidato ed una propria lista alle elezioni comunali del 2020. Un’agonia continua alla quale nessun medico “scienziato” è riuscito a dare ossigeno. Ma l’ossigeno per un partito politico di centrosinistra è la partecipazione dei cittadini, la difesa dei diritti dei lavoratori, le istanze degli ultimi. Invece a Crotone ci siede con i titolari dei Call center anziché con gli “operai”; si offrono aperitivi e pietanze social anziché occuparsi fare politica. Perché fare politica significa essere ogni giorno in mezzo alla gente e non trasformare un partito in un condominio familiare ereditato per discendenza e non per competenza. È stato distrutto un patrimonio politico, devastato un’idea di politica nella quale molti si riconoscevano e oggi non trovano asilo. Aspettiamo ancora un’analisi politica degli “scienziati”, ma per il momento tutto tace e i piatti delle pietanze campeggiano.
Avevo promesso di dire una cosa sul comizio di Schlein e Bersani a Crotone. Semplice: organizzazione da sagra del fico d’india. Palchetto alla Cetto Laqualunque con ledwall che impediva di salire dalla scaletta principale e i leader nazionali del PD costretti a salire e scendere da una scaletta da impresa di pulizie individuale, piccola e rischiosa. Qualcuno diceva che la vita è come la scala di un pollaio, ma non per tutti. Tornate a fare politica, date in mano la politica a chi ha competenze e non parentele, difendete gli ultimi e i deboli, i lavoratori e i precari. Sbattere i pugni, invece di prendere uno spritz col padrone e col potente di turno. La gente ha voglia di sentirsi rappresentata non usata per una croce su un foglio ogni quattro anni. Ridate la speranza a chi ha smesso di sperare, questa è la missione della politica, da qualsiasi parte la si vede.

Gli scenari per Crotone
Adesso gli scenari per le elezioni comunali a Crotone potrebbero mutare e tanto. Noi Moderati con Sergio Torromino (trasmigrato da Forza Italia) ha rotto gli indugi e ha annunciato la propria candidatura a sindaco. Ci sarà sicuramente l’attuale sindaco Enzo Voce che alle Regionali ha sostenuto Sergio Ferrari di Forza Italia (il più votato nel Crotonese), ma la mossa di Torromino potrebbe mischiare le carte. Voce conta sull’appoggio del partito del presidente Occhiuto per le prossime comunali, ma la mossa di Torromino crea attriti nel centrodestra. Con questo risultato delle regionali Forza Italia più la lista Occhiuto presidente, potrebbero rivendicare un proprio candidato allo scranno di primo cittadino. A quel punto resterebbero all’asciutto sia Torromino, che vorrebbe essere candidato di tutto il centrodestra, sia Voce che potrebbe non avere l’appoggio di Forza Italia. Ed anzi potrebbe essere lo stesso Occhiuto ad indicare il candidato sindaco del centrodestra. Molto dipenderà anche dalla nuova Giunta regionale e dalla composizione esatta del Consiglio regionale.

Nel centrosinistra dovrebbe essere la volta buona per avere un candidato, ma toccherebbe indicarlo al Movimento 5 Stelle. Il Partito Democratico non è nelle condizioni di poter dettare condizioni, anche perché al risultato del M5S va sommata la percentuale della lista Tridico presidente e insieme arrivano al 20%. Quello che resta del PD dovrebbe solo accodarsi, anzi forse il centrosinistra senza PD a Crotone potrebbe essere più credibile e avere più possibilità. Anche se il favorito al momento resta Enzo Voce.