Crotone, 
Tempo di lettura: 2m 43s

Zifio spiaggiato a Crotone: autopsia e protocolli scientifici con un team multistituzionale

Nei giorni scorsi, lungo il litorale cittadino, lo spiaggiamento di un esemplare di zifio (Ziphius cavirostris) si è rivelato un episodio di particolare interesse scientifico e ambientale. Un evento raro per le nostre coste, che ha attivato una rete di specialisti e istituzioni con l’obiettivo di chiarire le cause del decesso e raccogliere dati utili alla tutela della biodiversità marina.

Del caso si è discusso in un incontro svoltosi nella Casa Comunale tra il sindaco Vincenzo Voce e il prof. Orlando Paciello, Direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e professore ordinario di Anatomia Patologica e Patologia Forense Veterinaria all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Alla riunione hanno partecipato anche il dott. Franco Foglia, Direttore dell’Unità Operativa di Medicina Veterinaria dell’ASP di Crotone, e la dott.ssa Francesca Petilino, dirigente veterinario dell’ASP.

La presenza diretta del prof. Paciello nelle attività svolte a Crotone, è stato sottolineato, conferma il profilo elevato attribuito alle operazioni di accertamento. Lo zifio è infatti un cetaceo pelagico legato agli ambienti marini profondi e raro lungo la costa: una specie considerata particolarmente sensibile agli stress ambientali. Per questo, ogni spiaggiamento diventa un’occasione importante di studio, condotta secondo procedure rigorose e finalizzata esclusivamente alla comprensione delle cause e alla protezione degli ecosistemi.

Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza di un approccio coordinato e scientificamente solido, basato sulla collaborazione tra amministrazioni pubbliche, sanità veterinaria, università ed enti di ricerca. L’autopsia e le indagini collaterali, infatti, sono state condotte seguendo protocolli consolidati, grazie a una partecipazione multistituzionale.

Alle attività hanno preso parte l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (con referenti territoriali tra cui il dott. Giuseppe Lucifora e l’Unità Operativa di Ittiopatologia diretta dal dott. Fabio Di Nocera), l’ASP di Crotone con il dott. Foglia e il suo team, l’Università di Padova – Dipartimento di Medicina Veterinaria con il gruppo di esperti di fauna marina protetta coordinati dal prof. Sandro Mazzariol (riferimento nazionale per lo studio dei cetacei spiaggiati), e il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli Federico II con la partecipazione della prof.ssa Valeria Russo.

Il sindaco Voce ha inoltre confermato la volontà dell’Amministrazione di seguire da vicino tutte le fasi dell’iter scientifico, rispettando i tempi necessari per l’interpretazione corretta dei dati. Tra i temi condivisi, anche la richiesta di recuperare e conservare lo scheletro dell’animale: l’obiettivo è renderlo fruibile alla cittadinanza come segno concreto dell’impegno del Comune di Crotone nella tutela dell’ambiente marino e nella valorizzazione del patrimonio naturalistico locale.

La presenza, seppur rara, di questa specie nella baia di Crotone richiama l’attenzione su un ecosistema di grande valore e rafforza la necessità di azioni fondate su responsabilità ambientale, rigore scientifico e collaborazione tra enti. Gli esiti definitivi delle indagini saranno comunicati una volta completate le analisi di laboratorio e le valutazioni integrate, nel segno della massima trasparenza.

Notizie correlate