Una protesta silenziosa ma fortemente simbolica ha animato questa mattina piazza della Resistenza, tornata al centro della mobilitazione per il lavoro. I dipendenti coinvolti nella vertenza Konecta, provenienti in gran parte dall’ex bacino Abramo Customer Care, hanno dato vita a un flash mob indossando maschere bianche per rappresentare una condizione che definiscono di “invisibilità”. Dietro quei volti coperti, storie reali: lavoratori, famiglie e un futuro ancora incerto. Il messaggio lanciato è chiaro: “Non siamo fantasmi, siamo lavoratori”.
I numeri descrivono una situazione complessa per il territorio. Attualmente sono centinaia i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, mentre una parte resta in una condizione di precarietà contrattuale. In particolare, circa 74 lavoratori con contratti a termine rischiano di ritrovarsi senza occupazione e senza tutele già nelle prossime settimane. La vertenza si inserisce nel quadro del progetto di digitalizzazione sanitaria in Calabria, che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di rilancio occupazionale. Tuttavia, a distanza di mesi dagli accordi siglati a livello nazionale, le prospettive restano incerte, anche a causa della mancanza di nuove commesse e di un piano industriale definito.
A preoccupare maggiormente è l’imminente scadenza del 18 maggio, quando per alcuni lavoratori termineranno i contratti senza la possibilità di accedere alla cassa integrazione. Una condizione che riporta alla luce il tema storico della precarietà per molti operatori del settore. Secondo i rappresentanti sindacali, la stabilizzazione di questi lavoratori sarebbe tecnicamente possibile anche grazie agli incentivi disponibili, ma al momento non si registrano passi concreti in questa direzione.
Durante la manifestazione, i rappresentanti della Confial hanno ribadito la necessità di un intervento immediato da parte delle istituzioni e dell’azienda. La protesta, spiegano, non è solo una denuncia ma una richiesta di responsabilità e di prospettive reali. Nel mirino anche la gestione complessiva del progetto, con critiche relative alla mancanza di monitoraggio e alla scarsa chiarezza sulle strategie future. Il sindacato ha annunciato inoltre l’intenzione di procedere con ulteriori azioni formali per fare luce sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
La mobilitazione ha già prodotto un primo risultato sul piano istituzionale. Per venerdì è stato convocato un tavolo in Prefettura a Crotone, al quale prenderanno parte rappresentanti della Regione, dell’azienda e delle istituzioni locali. In vista dell’incontro, è stata sospesa un’ulteriore iniziativa di protesta inizialmente prevista nei confronti della Regione. L’obiettivo ora è arrivare al confronto con una posizione forte, nella speranza di ottenere risposte concrete su stabilizzazione, continuità occupazionale e rilancio del progetto. Per i lavoratori scesi in piazza, il tempo delle attese sembra ormai finito: la richiesta è quella di passare dagli impegni annunciati a soluzioni reali e durature.
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