Crotone,

Torna in carcere Vito Martino, ritenuto il killer della cosca Grande Aracri

È durato pochi giorni il ritorno alla libertà di Vito Martino, classe 1970, di Cutro, ritenuto organico alla ‘ndrangheta e imputato, tra l’altro, anche di omicidio. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Crotone, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Cutro, lo hanno arrestato in esecuzione di un provvedimento di applicazione di custodia cautelare in carcere adottato dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro, su richiesta avanzata dalla Procura generale. “Si aggiunge un nuovo tassello alla vicenda giudiziaria dell’uomo, – scrivono i militari dell’Arma in un comunicato – protagonista di una impressionante scia di precedenti penali e di polizia: omicidi e associazione per delinquere di tipo mafioso, in primis, ma anche delitti in materia di stupefacenti (spaccio e traffico), armi comuni e da guerra, delitti contro il patrimonio (estorsioni)”. Arrestato nel dicembre 2000, nell’ambito della maxioperazione “Scacco matto”, Martino è considerato un elemento pericoloso organico al potente clan della ‘ndrangheta “Grande Aracri”, che opera a Cutro con propaggini nazionali a Bologna, Parma, Reggio Emilia e Mantova, e per conto della quale, secondo gli investigatori, l’uomo era uno dei killer di riferimento tra la fine degli anni ’90 e il 2000. Dopo la scarcerazione dall’istituto penitenziario di Novara, avvenuta il 23 ottobre scorso, i giudici catanzaresi hanno considerato tuttora sussistenti i presupposti per la restrizione carceraria in relazione all’omicidio di Antonio Macrì, per cui Martino era stato condannato a 30 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro. Sono perciò scattate le manette ai polsi dell’uomo, che era tornato a Cutro con i propri familiari e che è stato associato alla casa circondariale di Catanzaro.

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