Steccato di Cutro (KR), 
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Steccato di Cutro, il giorno della memoria: la comunità omaggia le 94 vittime del naufragio

Sulla spiaggia di Steccato di Cutro, nel silenzio sospeso del mare d’inverno, la comunità si è ritrovata per commemorare le 94 vittime del naufragio avvenuto nella notte del 26 febbraio 2023. Una tragedia che ha segnato profondamente questo tratto di costa calabrese e l’intero Paese, trasformando per sempre quel lembo di litorale in un luogo simbolo.

Davanti al mare, lo stesso che tre anni fa restituì dolore e sgomento, oggi sono state accese candele e deposti fiori. Una corona è stata affidata alle onde, in un gesto semplice ma carico di significato. Attimi di raccoglimento, preghiere sussurrate, mani strette in silenzio: la cerimonia si è svolta con compostezza e profonda partecipazione.

Quella notte un’imbarcazione carica di migranti, partita inseguendo un futuro diverso, si spezzò a pochi metri dalla riva. Molti dei passeggeri provenivano dall’Afghanistan, altri da Paesi segnati da conflitti e povertà. La traversata verso l’Europa si concluse tragicamente proprio davanti alla costa di Cutro, in una delle pagine più dolorose della cronaca recente italiana.

Durante la commemorazione hanno preso la parola familiari delle vittime, sopravvissuti e volontari. Le loro testimonianze hanno riportato alla memoria le ore drammatiche dei soccorsi. “Non dimenticherò mai quelle grida nel buio”, ha raccontato uno dei primi intervenuti sulla spiaggia. Parole che hanno restituito l’intensità di quei momenti, impressi per sempre nella coscienza collettiva.

Anche chi è riuscito a salvarsi porta con sé ferite invisibili. Il dolore per la perdita di parenti e amici si intreccia alla necessità di mantenere viva la memoria. Il ricordo diventa così un ponte tra passato e presente, tra chi non c’è più e una comunità che continua a stringersi attorno a quelle vite spezzate.

A tre anni dalla tragedia, Steccato di Cutro rimane un luogo di memoria e riflessione. Non soltanto simbolo delle rotte migratorie e dei rischi del Mediterraneo, ma anche esempio della solidarietà dimostrata da cittadini e volontari che, quella notte, si mobilitarono senza esitazione. Il silenzio condiviso durante la cerimonia è diventato un impegno collettivo: custodire le storie delle 94 vittime e interrogarsi su come evitare che simili tragedie possano ripetersi. Perché dietro ogni numero c’è un volto, un nome, una vita interrotta troppo presto.

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